Chi ha un blog o scrive delle newsletter ha generalmente una sezione in cui si chiede alle persone di abbonarsi.

Bene, ma dal momento in cui la persona si iscrive, cosa succede!??!

“Congratulazioni, avete nuovi abbonati”. 

Chiaramente è l’inizio di un rapporto epistolare. Quindi prima cosa da fare è inviare una e-mail di benvenuto!

Molti siti hanno già delle formule pre-impostate per cui non è necessario farlo one to one.

Ma qual è la call to action della vostra mail!?!?

  • Aggiungere la parola vendita nell’oggetto pare faccia aumentare i tassi di apertura del 23,2%.
  • Altre parole da usare nella riga dell’oggetto sono notizie, bollettino, e video. Mentre da escludere le parole rapporto e webinar.

In merito al testo dell’e-mail, è importante scrivere qualcosa di convincente che eviti la cartella spam, soprattutto quando si cerca di generare click-through verso il sito web.

Allora, vi invito a leggere i link allegati e l’infografica fornita da EasySMPT.

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Oggi voglio parlare di come le aziende partecipano alle fiere.

Sono stata di recente in una fiera specifica di un settore automotive ed ho visto delle cose assurde, credendo che ad oggi non fosse più possibile fare certi errori.

Evitando di menzionare le aziende in questione, mi limiterò a suggerire alcuni punti su cui riflettere.

1. Partiamo dagli obiettivi 

Come sempre dobbiamo avere una strategia e degli obiettivi chiari, quindi rispondete alla domanda: cosa sperate di ottenere in fiera?

  • Siete interessati a generare più contatti?
  • Volete trasformare i potenziali clienti in una quantità uguale di vendite, o cinque volte il ritorno sull’investimento?
  • Volete semplicemente mostrare il vostro prodotto o servizio per renderlo accessibile a più persone?

I vostri obiettivi sono fondamentali per la riuscita di una fiera e vanno tenuti ben a mente. Leggi il seguito di questo post »

Mi capita spesso di partecipare a convegni e presentazioni, e credo che ogni tanto valga la pena di ricordarsi alcune regole di come si parli in pubblico.

public speakingA tal proposito ho trovato questa infografica che in 9 passi spiega i punti salienti per non sbagliare, redatta da London Speaker Bureau.

Per prima cosa, assicuratevi di pianificare un VERO discorso: rilevante (per il pubblico), eloquente, articolato, e preparato.

Anche il titolo, ha un suo peso, quello giusto può aiutare a concentrarsi sul focus del discorso.

Ricordate di inserire intuizioni, fatti e cifre, e benefici per i partecipanti. «Tu sei l’esperto”, afferma London Speaker Bureau, “Allora, offri cose che non conoscono.”

Trova ulteriori suggerimenti controllando l’infografica: Leggi il seguito di questo post »

Tante volte abbiamo detto quanto sia importante avere dei contenuti validi. E altrettanto, saperli condividere, raccontare delle case history.

Un recente rapporto di Starfleet Media, basato sui dati di un sondaggio di 324 marketers B2B e venditori provenienti da tutto il mondo (69% con sede in Nord America, il 22%, l’Europa, il 9%, altro) impiegati in aziende di diversi settori, tra cui la tecnologia, la produzione, e servizi business, ha dimostrato quanto segue:

  • Circa il 67% degli intervistati afferma di aver utilizzato casi di studio / storie di successo dei clienti come contenuto digitale nell’attività di marketing nei 12 mesi precedenti; a questi sono seguiti: whitepaper (62%), webinar (58%), ed e-book (52%).

Di seguito, altri risultati chiave del rapporto . Leggi il seguito di questo post »

Di recente si è tenuto il Philip Kotler Marketing Forum 2015.

Qualche frase estratta dall’evento l’ho condivisa sulla pagina FB di Marketingando (su cui vi invito a cliccare “like”).

Ma per chi è del settore e lo segue da sempre come una delle fonti più autorevoli in materia, credo abbia stupito la sua presentazione.

Si legge su Il Corriere.it l’intervista fattagli a seguito del meeting.

«Restate piccoli, fate grandi prodotti». Dopo lo scoppio della crisi nel 2008, e il fallimento delle prime banche, la teoria del too big to fail andava per la maggiore. «Troppo grande per fallire» scandiva chi sosteneva la necessità di imprese ben strutturate, al riparo da fallimenti. Philip Kotler, invece, è sempre stato più tradizionalista. «Piccolo è bello», per lui, è la ricetta che dovrebbero continuare a seguire le imprese italiane. Startup comprese, che delle piccole dimensioni dovrebbero fare il fiore all’occhiello.

…C’è una teoria chiamata Hidden Champions Companies, secondo la quale devi essere la migliore azienda, per una specifica classe di prodotti, che abbia un gruppo di compratori da qualche parte. C’è una società che produce i migliori binocoli per uso militare, eppure nessuno la conosce, tranne gli acquirenti dei suoi prodotti. Ecco cosa può fare una piccola azienda italiana: trovare una nicchia di mercato e presidiarla, senza guardare necessariamente al mercato globale», ragiona Kotler.

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Il marketing è strategia, ben fatta e integrata con altre funzioni aziendali. Un lavoro di squadra porta ad avere risultati concreti e consolidati.

Per riuscire in questa attività ci sono alcuni accorgimenti che si possono prendere, senza investire enormi budget, ma con un impatto sulla creazione di contenuti, relazione con i clienti, e tattiche di vendita.

1. Aiutate il vostro team di vendita

Ogni operazione di marketing parte da un’analisi della concorrenza, del mercato, dei migliori clienti, delle nuove leggi in vigore, tendenze di prodotto e servizi, e queste informazioni vanno condivise con i commerciali affinché possano lavorare in modo più efficace. Leggi il seguito di questo post »