Sta diventando una moda, sarà solo di passaggio, chi sa che cos’è il native advertising?

Nel mondo del marketing e della comunicazione digitale c’è sempre spazio per nuove realtà, nuovi studi ed esperienze.

Nell’era in cui si punta a far vivere un’esperienza al nostro cliente ecco che anche la pubblicità tradizionale deve lasciar spazio a qualcosa di più moderno, innovativo e meno intrusivo!

Parliamo infatti di Native advertising e iniziamo dal fondo, ossia ci affidiamo al report di BI Intelligence in cui si evidenzia il peso di questa nuova tendenza. Pare infatti che entro il 2018 arriverà ai 21 miliardi di dollari.

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Facendo marketing da tanti anni ho apprezzato l’evoluzione che c’è stata tra offrire un servizio ai clienti a far vivere un’esperienza ai clienti.

Certo, non tutti ancora sono in grado di gestire questo passaggio, ma è il futuro.

Su Forbes ho trovato questo breve video in cui spiegano la differenza.

Servizio al cliente: quando l’azienda offre un servizio perché deve, non necessariamente perché è qualcosa su cui vuole investire. E’ costretta.

Esperienza al cliente: quando l’azienda considera tutto ciò che il cliente vuole, i gusti, gli odori, ciò che sente, vede, tutto ciò che comporta un’esperienza con il marchio. L’atteggiamento di “Voglio essere qui”, piuttosto che “Devo essere qui.”

E’ una netta differenza che porta ad un risultato completamente diverso.

Pensate a quando entrate in un negozio e non vi prestano attenzione perché magari sono al cellulare a parlare delle loro cose. Adesso cercate di ricordare se avete comprato. Probabilmente no.

Diverso invece quando vi sentite al centro della loro attenzione, vi consigliano, senza “starvi addosso”, ma vi seguono nel vostro percorso di scelta, vi ascoltano e si mettono a vostra disposizione.

Ecco, in questo caso sono sicura che avrete comprato, e se non lo avete fatto, tornerete a guardare di nuovo all’interno di quel negozio.

Il marketing esperienziale lascia un vero segno nelle persone.

Tra i vari modi per coinvolgere i clienti potenziali e non: le conferenze, le fiere e i webinar sono sicuramente i più utilizzati. Ma non è solo una sensazione, lo riporta anche una ricerca fatta nel mese di agosto e settembre 2015 da Demand Metric e Attend su 202 imprese (68% B2B, 11% B2C, il 21% misto) che ha così sintetizzato:

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  • circa l’80% delle imprese intervistate dichiara di tenere o partecipare a conferenze,
  • il 69% tenere / frequentare alle fiere,
  • e il 55% partecipa ai webinar.

Altri tipi di eventi sono gli eventi partner (44% coinvolti), gli eventi aziendali (39%), e gli incontri di gruppo fra utenti (29%). Leggi il seguito di questo post »

Durante il Master in marketing e comunicazione digitale che ho tenuto per conto di ANFIA, ho fatto un’indagine nella platea per capire chi si occupasse in azienda delle attività di social media.

The Creative Group  ha indotto un sondaggio nel 2015 sottoponendo questa domanda ai dirigenti di marketing e pubblicità con sede negli USA, e dalla ricerca risulta che: marketing, social media Leggi il seguito di questo post »

La relazione tra i clienti e le aziende non è più la stessa. Nuovi strumenti, nuovi stimoli, maggiore concorrenza, e lo stesso consumatore si è evoluto nel tempo, diventando sempre più esigente e con aspettative sempre maggiori (circa il 55% afferma che le loro aspettative sono aumentate nel corso degli ultimi tre anni).

Sempre il 55% dei consumatori dice che ha cambiato almeno una società durante lo scorso anno a causa dello scarso servizio clienti.

La tecnologia, infatti, ha permesso di raggiungere sempre più informazioni ma anche di confrontarsi e così, tra crowdsourcing, video tutorial, e le comunità online, i consumatori probabilmente oggi ne sanno molto di più sui prodotti e servizi rispetto ai rappresentanti del servizio clienti di una società. Inoltre, i consumatori preferiscono condurre e completare una interazione per conto proprio.  Leggi il seguito di questo post »

Quando affronto in aula la tematica Digital Marketing & Communications arrivo sempre al punto in cui pongo l’attenzione su un quesito fondamentale per avere successo ed ottenere risultati: ma la vostra azienda ha la struttura IT integrata con il marketing? Esiste un supporto in tal senso?

E’ una domanda cruciale.

Secondo un recente studio di Robert Half Technology and The Creative Group, circa il 42% dei Chief Information Officer (CIO) afferma che la loro azienda non ha la perfetta integrazione tra marketing e tecnologia necessaria a sostenere adeguatamente i progetti di marketing digitale.

Al contrario, solo il 24% dei dirigenti di marketing dice che la loro azienda non è strutturata correttamente per sostenere gli sforzi di marketing digitale.

Qualcosa non mi torna…e a voi?!

La relazione si basa sui dati di un sondaggio di 2.500 CIO e oltre 400 marketing manager & advertising degli Stati Uniti.

marketingando, social mediaCIO e dirigenti di marketing sono d’accordo nel dire che le prime due cose che le loro aziende stanno facendo per supportare meglio le strategie di marketing digitale sono:

  • aiutare i dipendenti a collaborare più da vicino, e
  • l’assunzione di personale con un mix di competenze tecniche e di marketing.

Qualche passo in avanti si sta facendo, ma è importante che ci sia una buona strategia e una collaborazione tra i dipartimenti per ottenere dei risultati efficaci.

marketing couponSiamo nell’era digitale e ci si domanda se gli sconti e i coupon funzionino ancora.

Sulla base di questa indagine di Sailthru pare proprio di sì.

Il 97% dei dettaglianti usa regolarmente gli sconti come strategia di prezzo, e il 68% dei rivenditori e-commerce ritengono molto o estremamente efficace utilizzarli.

Inoltre, il 59% dei marketer digitali afferma che gli sconti e i pacchetti sono efficaci per l’acquisizione di nuovi clienti.

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