Spesso ci si domanda se postare di continuo, aiuti a ottenere maggior coinvolgimento.

Così ho indagato e mi sono imbattuta in una relazione della Track Maven basata su 24 mesi di attività di marketing (gennaio 2013 – dicembre 2014) monitorando 8.800 brand tra B2C e B2B, tra cui 7,2 miliardi di interazioni combinate su 13,8 milioni di contenuti distribuiti in sette canali di marketing digitale (blog, Facebook, Twitter, Instagram, Pinterest , Google+ e LinkedIn).

L’analisi ha rilevato un aumento della produzione di contenuti per brand in media del 78%, dall’inizio del 2013 alla fine del 2014, ma un coinvolgimento diminuito del 60% ca. In altre parole, i brand stanno generando un volume maggiore di contenuti per canale, ma singoli contenuti ricevono un minor numero di interazioni (clic, likes, commenti, preferiti, retweet, etc.) su 1.000 seguaci.

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Iniziamo l’anno con un argomento molto di attualità, ma guardandolo da un punto di vista social.

Quando la settimana scorsa, gli aggressori armati hanno fatto irruzione nella rivista satirica francese Charlie Hebdo a Parigi  uccidendo 12 persone, ci fu uno sfogo immediato di dolore e di indignazione. Poche ore dopo l’attacco, l’hastag #JeSuisCharlie ha cominciato a comparire su Twitter.marketingando

In Francia una rivista ha sostenuto che era diventato hashtag Twitter più popolare.

Allora proviamo a mettere a confronto alcuni numeri:

– #JeSuisCharlie ha generato più di 5 milioni di hashtag, distribuiti come nella foto accanto.

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Qualche giorno fa abbiamo visto che la responsabilità sociale delle aziende influenza i consumatori, Lab42 ha fatto un’indagine ed ha dichiarato che l’ 84% dei consumatori sono disposti a pagare di più per un bene o servizio di una società che sentono sia socialmente responsabile.

marketing, marketingando, reputationInfatti, la scelta di una marca socialmente consapevole si classifica nella top 5 tra i requisiti che influenzano l’acquisto dopo prezzo, qualità, servizio al cliente e varietà.

Ma quali sono le 3 caratteristiche che fanno sì che un’azienda venga percepita come socialmente responsabile?

1. L’indicatore più importante per i consumatori (70%) è che l’azienda offra prodotti di alta qualità.

2. L’atteggiamento “amichevole” verso i dipendenti e l’etica sono per il 69% la seconda caratteristica.

3. Attente all’ambiente è la terza qualità.

Secondo il 57%, le aziende negli ultimi 3 anni hanno migliorato la loro responsabilità sociale.

Quello che è importante evidenziare è che l’84% degli intervistati, pagherebbe di più prodotti e servizi di un’azienda che percepiscono socialmente responsabile.

Non resta che comunicare ai clienti l’impegno dell’azienda in questo senso per ottenere migliore reputazione e incrementare il business.

Ogni anno la Siegel+Gale conduce una ricerca sul brand più semplice del mondo. Il sondaggio si basa su 12.318 consumatori in otto paesi (Stati Uniti, Regno Unito, Germania, Svezia, Cina, India, Emirati Arabi Uniti, e Arabia Saudita) a cui viene fatta un’intervista, e in cui viene chiesto di valutare i brand sulla semplicità / complessità dei loro prodotti e prezzi, nonché la qualità delle interazioni / comunicazioni (cioè, se la società è affidabile / facile da affrontare).

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Il business cresce meglio se i nostri clienti sono soddisfatti, allora il nostro compito è di trasformare quelli “passivi” in clienti attivi.

marketing, marketingando, brandPer far questo dobbiamo analizzare quali sono le caratteristiche che rendono felice il nostro cliente. Una ricerca condotta da Ninja Metrics dimostra che quando l’azienda fornisce un supporto tempestivo e amichevole il cliente è soddisfatto. Ma il concetto di “tempestivo” può essere soggettivo come si vede da questa infografica.

Il 41% degli intervistati si aspetta una risposta entro sei ore. Tuttavia, solo una azienda su tre risponde entro tale lasso di tempo.

Ma, un cliente a cui è stato risolto un problema, condivide la sua soddisfazione count massimo di 6 persone.

In merito alle aziende che non ottemperano a uno sviluppo del business in modo etico e responsabile, pare che possano arrivare a perdere il 90% dei loro potenziali clienti.

Ai clienti piace essere coinvolti dalle aziende. Le aziende che si confrontano con i clienti possono vedere un incremento del 240% delle entrate.

Il 95% dei clienti insoddisfatti non si lamenta, ma questo significa che non diamo la possibilità a loro di cambiare idea.

Leggete l’infografica e troverete spunto per migliorare la vostra posizione.

Negli ultimi anni si sa, il processo dei compratori è cambiato, e quindi anche il nostro approccio alla vendita si deve essere evoluto. È necessario modificare la vostra strategia per incontrare il processo degli acquirenti.

Da Outbound Marketing a Inbound: Il vero segreto sta nel concentrarsi sul marketing dei contenuti.

Il punto sta nel fatto che tutta la nostra comunicazione deve essere ricca di contenuti che ne fortifichino il valore. Non possiamo avere più piattaforme però, quello che ci serve è un unica “base” su cui far convergere tutti i nostri social satellite.

Mi spiego. Se noi abbiamo un sito su cui aggiorniamo e arricchiamo di contenuti in modo costante, è bene che tutti gli altri strumenti convoglino le persone su questo sito. Banale, giusto? Bene. Quello che potrebbe stupirvi è il fatto che usando bene i social noi possiamo davvero fare la differenza.

L’uso di twitter lo abbiamo già analizzato diverse volte, quindi vi invito a rileggere i vari passi, ma se vi ricordate, partecipare alle conversazioni è fondamentale per far conoscere il vs brand e far sì che le persone arrivino a voi.

Niente di Meno 2014

Niente di Meno 2014

Un esempio: Voi scrivete un tweet e questo viene menzionato da qualcuno che vi conosce. A questo punto venite esposti ad un nuovo audience – che è quello di colui che vi ha menzionato. Tra queste persone ci potrà essere qualcuno che andrà a leggere la vostra biografia in Twitter e quindi verrà poi diretto al vs blog o sito. Essendo ricco di contenuti…potreste essere chiamati per qualche attività, o per far business insieme o per vendere qualcosa.

E’ quello che è successo a me con Millionaire – rivista di business. Sono stata monitorata sul mio blog, twitter…etc…e per il mio operato sono stata scelta per dare consigli online alle persone che necessitavano di suggerimenti per migliorare il loro business.

Sul mio blog, hanno trovato anni di articoli-centinaia di contenuti su mio approccio al marketing, le mie teorie e idee, e chi sono io come professionista. Anche qualche video di qualche apparizione televisiva sempre legata al mio lavoro. Solo dopo aver interagito con tutti i contenuti che avevo messo a disposizione on-line sono giunti a me.

Ecco, questo è un esempio di quello che oggi si chiama “vendita invisibile”. Leggi il seguito di questo post »

Come ogni anno si è tenuto il forum di IAB in cui sono stati rilasciati i dati relativi alla pubblicità mobile.

Per convenienza vi allego lo slideshare dei dati e infografiche:

Punti salienti e commenti:

  • La pubblicità online vale il 25% del mercato, con predominanza video, social, mobile e programmatic. Gli investimenti arrivano a 2 miliardi di euro.
  • Il segmento Display nel complesso (che comprende le sottocategorie banner, video e social) registra nel 2014 un andamento positivo con un incremento anno su anno del 18,95%, con una crescita del Banner Advertising (a una cifra +8,2%) favorita dal buon andamento di mobile e programmatic advertising, che ne guidano lo sviluppo.
  • Il segmento video cresce del 25% con investimenti pari a 300 milioni di euro mentre il Social vanta un trend di crescita del 70% che porta il valore degli investimenti a 170 milioni.

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