Come finanziare un nuovo progetto attraverso la rete.

Pubblicato: 20/11/2013 in esperienza, reputazione, social media
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State pensando a come finanziare un vostro progetto senza passare dalle banche?

Allora imparate come funziona il crowdfunding, che nel mondo muove un giro di affari complessivo di ca 2 miliardi di euro l’anno.

Il crowdfunding è la possibile soluzione di finanziamento – per start up (imprese ad alto tasso di innovazione tecnologica), partiti politici, progetti artistici e creativi e associazioni non profit – attraverso la raccolta tramite Internet di piccoli contributi da parte di una moltitudine di persone (il mondo della rete) per realizzare progetti di diversa natura, riconoscendo in cambio delle ricompense.

A livello legislativo l’Italia è all’avanguardia grazie alla recente legge sull’equity crowdfunding, che prevede la possibilità di elargire piccoli contributi economici ottenendo in cambio una partecipazione azionaria in nascenti aziende tecnologiche.

Stiamo parlando anche di una rivoluzione sociale, ossia il passaggio dal DIY (Do It Yourself) –  “fai da te” – al DIWO” (Do It With Others) – “fallo insieme agli altri”.

In base al progetto che si presenta è possibile scegliere tra 3 modelli di crowdfunding:

  • All or Nothing: viene indicato un obiettivo economico minimo, che si presuppone indispensabile affinché il progetto possa essere realizzato. Se al termine della campagna questa soglia non è stata raggiunta, tutti i fondi raccolti tornano ai donatori e l’autore non ha alcun obbligo nei loro confronti. In tal caso, generalmente l’operazione di “restituzione” dei contributi ai donatori viene effettuata dalla piattaforma senza alcun costo né per l’autore della campagna né per il donatore, poiché l’atto della donazione non prevede una transazione ma solamente una promessa di pagamento. Nulla vieta, invece, di superare l’obiettivo fissato: la raccolta fondi non si interrompe quindi al raggiungimento del budget minimo e tutti i contributi eccedenti vengono comunque accreditati all’autore al termine della campagna. È questa la formula in cui la realizzazione del progetto è strettamente vincolata al budget indicato.
  • Keep it All: viene indicato un obiettivo economico, ma tutti i contributi ricevuti vengono immediatamente accreditati all’autore della campagna, e non devono essere restituiti anche se l’importo fissato non viene raggiunto. È la formula adatta per chi ha comunque intenzione e modo di realizzare il progetto, a prescindere dal raggiungimento dell’obiettivo economico fissato. La raccolta fondi di tipo “Keep it All” mira quindi a cercare un supporto che non è essenziale ma “gradito” – per così dire – o sufficiente a coprire una parte dei costi di realizzazione. Nel momento in cui ogni contributo viene effettivamente percepito e istantaneamente versato, gli autori contraggono l’obbligo di portare a termine quanto promesso (riconoscendo anche le eventuali ricompense) e hanno il vantaggio di poter cominciare lo sviluppo del progetto prima ancora che la campagna sia terminata, incentivando così i sostenitori a finanziarne il completamento.
  • Fundraising: non essendoci l’obbligo di dichiarare un obiettivo da raggiungere né un limite di tempo entro cui raccogliere i fondi, la logica è analoga a quella del fundraising classico. Tutte le donazioni vengono accreditate in tempo reale e la campagna può proseguire a tempo indeterminato: queste caratteristiche rendono questa modalità particolarmente adatta a sostenere un’attività continuativa nel tempo – come quella di un’associazione, un partito politico, un’istituzione o un’organizzazione no profit – e non dei progetti specifici. Anche in questo caso, l’impegno è di impiegare le somme raccolte nelle attività indicate.

In Italia il crowdfunding è stato lanciato per la raccolta fondi legata alla ricostruzione della Città della Scienza di Napoli, distrutto da un incendio doloso nel marzo 2013.

Tutti i progetti vengono presentati attraverso delle piattaforme che fanno da tramite tra investitore e ideatore del progetto. Ce ne sono molte in Italia. Tra queste:

DeRev - una piattaforma per creare innovazione attraverso crowdfunding e democrazia partecipativa. Offre una serie di strumenti per “trasformare le migliori idee in Rivoluzioni” ottenendo finanziamenti, partecipazione, visibilità, feedback e proposte. Il sito si rivolge ai progetti fortemente creativi, innovativi, capaci di risolvere un’esigenza o un problema della comunità, e può essere utilizzata da persone fisiche, associazioni, partiti politici, organizzazioni no profit, ONLUS, enti pubblici e aziende.

Creata nel Febbraio 2013

Progetti lanciati: 198 su 5.780 ricevuti

Totale fondi raccolti dall’apertura della piattaforma: 820.450 euro

Numero di utenti che hanno effettuato una donazione: 11.368

Importo medio della donazione per utente: 28 euro

Importo più alto raccolto da un singolo progetto: 790.000 euro

Percentuale di visitatori italiani: 65%

Altri strumenti e caratteristiche della piattaforma: DeRev fornisce un supporto per la creazione e la gestione delle campagne attraverso l’Academy e una consulenza gratuita personalizzata. Con oltre 6 milioni di fan sui social network e 800 articoli sulla stampa, la piattaforma promuove tutti i progetti pubblicati e premette di esportarli sui siti web esterni grazie ai widget, oltre ad offrire un network di partnership e relazioni con incubatori d’impresa, associazioni, partiti politici, case di produzione, enti pubblici e istituzioni.

Sito web: http://www.derev.com

È recente la costituzione di Italian Crowdfunding Network (http://www.italiancrowdfunding.org), una “associazione indipendente senza scopo di lucro che si adopera per consentire un corretto sviluppo del crowdfunding in Italia, promuovendo la cultura sul fenomeno e il networking fra i professionisti del settore, favorendo così innovazione, competitività e sostenibilità del mercato”.

Esistono delle regole da seguire per lo sviluppo del progetto e la presentazione dello stesso. Ogni singolo passaggio ha delle sfumature che non vanno tralasciate a partire dalla reputazione che abbiamo, alla comunicazione trasversale di ciò che stiamo facendo, al coinvolgimento del nostro target.

Tutto ciò può essere ben compreso e seguito leggendo il manuale che è stato presentato e di cui allego il link (manuale).

E’ ora di tirare fuori i sogni dai cassetti.

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