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Abbiamo mai pensato che la mail che mandiamo possa finire nello SPAM?
Intanto per un marketer…non è sicuramente un successo, quindi cosa possiamo fare per poter evitare l’invio di spam?marketing, email marketing, spam

Partiamo dal ricordare che cosa è uno spam.
E’ l’invio di messaggi pubblicitari indesiderati (generalmente commerciali). Può essere attuato attraverso qualunque sistema di comunicazione, ma il più usato è Internet, attraverso messaggi di posta elettronica.
Per definizione lo spam viene inviato senza il permesso del destinatario ed è un comportamento ampiamente considerato inaccettabile dagli Internet Service Provider (ISP) e dalla maggior parte degli utenti di Internet. Mentre questi ultimi trovano lo spam fastidioso e con contenuti spesso offensivi, gli ISP vi si oppongono anche per i costi del traffico generato dall’invio indiscriminato. (altro…)

Una ricerca condotta da Retention Science svela quali promozioni Email generano maggiori profitti nelle vendite online.
Sono state analizzate oltre 100 milioni di Transazioni, 20 milioni di profili utente e 100 campagne email per definire i tipi di offerte promozionali che funzionano meglio – quando devono essere inviate e non solo.marketingando

Dal grafico risulta che l’orario migliore per gli acquisti online sia il pomeriggio mentre le giornate più favorevoli sono martedì e il venerdì.

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Sabato è il giorno meno performante della settimana seguito dalla Domenica.
SwayChic , retailer di moda femminile con sei negozi fisici situati sulla West Coast e di una solida presenza online , ha recentemente sperimentato i vantaggi di modificare la propria campagna email in base a questi dati. Dal momento che il rivenditore è passato ad inviare al martedì sera le e-mail promozionali ha visto aumentare i ricavi del 300%.

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La ricerca ha anche rivelato che la spedizione gratuita offre una conversione tra il 0,22 e 1,9 per cento, che li rende due volte più efficaci rispetto ad una riduzione di prezzo, che risulta tra il 0,1 e 0,8 per cento. Ma consideriamo che stiamo parlando degli Stati Uniti…chissà se in Europa funzioni uguale.

Anche quì una testimonianza del titolare di BikeBerry, uno dei più grandi negozi online per le biciclette e kit accessori che da quando ha fatto questo cambiamento, ha assistito ad un aumento del 200 % in conversioni, ed un aumento del 133 % della spesa dei clienti esistenti.

Sicuramente dati significativi.

Quando partecipate a una fiera o esposizione, sfruttate davvero tutti i canali per fare business?

Tool come Facebook , Twitter e Google+ possono contribuire migliorare “l’esperienza” e a raggiungere alcuni degli obiettivi comuni di quando si partecipa ad una fiera (anche in modo virtuale):

Seguiamo qualche passo:

1. Strategia. Innanzitutto come in ogni campagna di marketing bisogna studiare una strategia per prepararsi all’evento. Verificare di avere una pagina Facebook e un account Twitter aziendali. Iniziare a twittare sulla fiera con largo anticipo, e se possibile inserire il nome del Twitter ufficiale o hashtag dedicato all’evento. (spesso ne viene assegnato uno dagli organizzatori) (altro…)

Infine vediamo come si comportano le parole chiave nelle mail mandate nella Vendita al dettaglio e commercio.

marketing crmCome si può vedere dalla tabella creata da Adestra, la parola “Consegna gratuita” (+35,9%  tasso medio apertura, +81,3% tasso di click) ha avuto un buon esito nelle email dedicate alla vendita al dettaglio e all’ e-commerce.
I consumatori sono attirati da parole come “sale/sconti” (+10,7%, +26,7%) e offerte specifiche, come ad esempio “sconto del”, (+6,1%, +17,7%).

Meno fortuna invece per “save” (-4,4%, -27,4%) e inviti all’azione come “buy” (-19,3%, -59,1%) che hanno registrato un effetto negativo.
“Cheap” (-67,2%, -71,6%) e “free” (-23,7%, -34,8%) hanno avuto performance inferiori alla media. Chi lo avrebbe detto?

Anche in questo caso da evitare “sottoscrizioni” e espressioni come “questa settimana”.

Partendo dallo studio condotto da Adestra ecco il rendimento delle parole chiave relative al B2B, B2C e al retail.

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Messaggi di posta elettronica nel B2B

Le parole “alert/segnalazione” e “breaking” nelle righe di oggetto delle email nel B2B pare abbiano un buon esito.

Non male anche per la parola “news”…certo quì entriamo in un discorso più ampio di content marketing. Mi raccomando che siano davvero news…

Stesso si può dire per “update”. In questo caso è importante la profilazione corretta del cluster.

Mentre i clienti B2B sembrano essere diventati insensibili a parole come “reports”, “previsioni” e “intelligence”.

In merito alle date reagiscono allo stesso modo, ma attenti ad usare “sottoscrizione” o “abbonamento”!

Brutta sorte anche se usate espressioni come “questa settimana”…troppo chiassosa.

(altro…)

Mi sono imbattuta in una ricerca condotta da Adestra, basata su un’analisi di un campione casuale di oltre 90.000 campagne e-mail, ognuna con una dimensione di almeno 5.000 abbonati, per un totale di oltre 2 miliardi di messaggi di posta elettronica. Lo scopo della ricerca era di valutare le reazioni alle diverse parole chiave utilizzate nelle e-mail.

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Lo studio illustra che i messaggi di posta elettronica che includono la parola “allarme” nell’oggetto hanno rispettivamente un tasso di apertura medio del 38,1% in più e un tasso di click in più del 61,8%.

Quelle che usano le parole chiave “consegna gratuita” (+50,7% il tasso di apertura, +135,4% il tasso di click) e “bollettino” (+15,8%, +12,7%), hanno performato molto bene nelle campagne di email marketing analizzate.

Per contro, “Report” (-23.7% di apertura medio, -54,8% il tasso di click), “imparare” (-35,5%, -60,8%), e  “libro” (-4,6%, -25,4%) hanno avuto un effetto negativo. “Newsletter” ha mostrato un effetto marginale sui tassi di apertura (+0,7%), ma ha avuto un effetto negativo sui tassi di click (-18,7%).

In merito alle parole chiave correlate alla data, “giornaliero” (+27,8%, 100,3%) e “settimanale” (+27,1%, +50,6%) hanno avuto buoni esiti, contro “mensile” (-26,6%, -37,0%) che ha avuto un effetto negativo.

Prendete nota. A breve andremo a vedere come si comporta il mercato B2B e B2C nell’email marketing. Seguiranno le stesse regole!?