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Sta diventando una moda, sarà solo di passaggio, chi sa che cos’è il native advertising?

Nel mondo del marketing e della comunicazione digitale c’è sempre spazio per nuove realtà, nuovi studi ed esperienze.

Nell’era in cui si punta a far vivere un’esperienza al nostro cliente ecco che anche la pubblicità tradizionale deve lasciar spazio a qualcosa di più moderno, innovativo e meno intrusivo!

Parliamo infatti di Native advertising e iniziamo dal fondo, ossia ci affidiamo al report di BI Intelligence in cui si evidenzia il peso di questa nuova tendenza. Pare infatti che entro il 2018 arriverà ai 21 miliardi di dollari.

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La relazione tra i clienti e le aziende non è più la stessa. Nuovi strumenti, nuovi stimoli, maggiore concorrenza, e lo stesso consumatore si è evoluto nel tempo, diventando sempre più esigente e con aspettative sempre maggiori (circa il 55% afferma che le loro aspettative sono aumentate nel corso degli ultimi tre anni).

Sempre il 55% dei consumatori dice che ha cambiato almeno una società durante lo scorso anno a causa dello scarso servizio clienti.

La tecnologia, infatti, ha permesso di raggiungere sempre più informazioni ma anche di confrontarsi e così, tra crowdsourcing, video tutorial, e le comunità online, i consumatori probabilmente oggi ne sanno molto di più sui prodotti e servizi rispetto ai rappresentanti del servizio clienti di una società. Inoltre, i consumatori preferiscono condurre e completare una interazione per conto proprio.  (altro…)

Ritorniamo a esaminare le e-mails e i contenuti che usiamo per invitare i consumatori ad agire.

Phrasee, ha esaminato le prestazioni di oltre 700 milioni di email inviate da marchi retail e e-commerce all’inizio di quest’anno, soprattutto da società con sede negli Stati Uniti e nel Regno Unito.

I ricercatori hanno isolato l’impatto di alcuni elementi specifici in linee tematiche ed esaminato come abbiano influito: tasso di apertura, click, e click-to-open. Ad ogni elemento è stato dato un punteggio, su scala da 1 a 100: maggiore è il risultato Phrasee e migliore è il risultato di quella mail nel motivare i consumatori ad agire

Azione

Le parole che indicano qualcosa di nuovo, come “l’introduzione”, tendono ad aver un buon esito, così come verbi esperienziali come “festeggiare”, le parole di azione più funzionali come “spendere” non tendono invece ad aver successo.

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Molte organizzazioni di marketing si stanno orientando sempre più verso un’azienda centrata sul cliente anziché sul prodotto.

Per avere un impatto sulla acquisizione, il mantenimento e la crescita, sarà quindi necessario avere una strategia di marketing che abbia un impatto sul “viaggio di acquisto” del cliente e sull’esperienza.

Bisognerà raccogliere gli input del cliente, e condurre ricerche per aiutarci a scegliere le strategie più opportune. Questo processo richiede tempo e risorse, ma una volta completato si sarà in grado di individuare le tendenze e le esigenze dei clienti, e potremo anche sapere informazioni come competitiva, punti di forza, opportunità, debolezze e minacce.

Lo scopo di questo lavoro è quello di dipingere un quadro convincente di come la nostra azienda sarebbe diversa da quella che è oggi e quali programmi e competenze sono necessarie per attuare le strategie.

Quali sono i passi che vanno affrontati per raggiungere il nostro obiettivo?

Metriche e Change Management

Il processo di gestione delle modifiche richiede spesso ad una società di rivedere la propria piattaforma di posizionamento, strategia di marca, segmentazione della clientela e le priorità di targeting, l’integrazione del canale online-offline, pricing, la road map di prodotto, e molti altri articoli.

Le metriche sono una parte fondamentale del processo di gestione del cambiamento. Le persone tendono a gestire ciò che si misura, e tendono ad adottare comportamenti che vengono misurati e premiati.

Una volta selezionate le metriche, è consigliabile metterle a confronto con i numeri storici di performance poiché, potrebbe essere necessario sviluppare o acquistare dei nuovi strumenti, processi e sistemi per rendere attuabili le nuove misure.  (altro…)

Il business cresce meglio se i nostri clienti sono soddisfatti, allora il nostro compito è di trasformare quelli “passivi” in clienti attivi.

marketing, marketingando, brandPer far questo dobbiamo analizzare quali sono le caratteristiche che rendono felice il nostro cliente. Una ricerca condotta da Ninja Metrics dimostra che quando l’azienda fornisce un supporto tempestivo e amichevole il cliente è soddisfatto. Ma il concetto di “tempestivo” può essere soggettivo come si vede da questa infografica.

Il 41% degli intervistati si aspetta una risposta entro sei ore. Tuttavia, solo una azienda su tre risponde entro tale lasso di tempo.

Ma, un cliente a cui è stato risolto un problema, condivide la sua soddisfazione count massimo di 6 persone.

In merito alle aziende che non ottemperano a uno sviluppo del business in modo etico e responsabile, pare che possano arrivare a perdere il 90% dei loro potenziali clienti.

Ai clienti piace essere coinvolti dalle aziende. Le aziende che si confrontano con i clienti possono vedere un incremento del 240% delle entrate.

Il 95% dei clienti insoddisfatti non si lamenta, ma questo significa che non diamo la possibilità a loro di cambiare idea.

Leggete l’infografica e troverete spunto per migliorare la vostra posizione.

Ogni volta che inviamo una mail ci domandiamo che fine farà.

Avrà raggiunto i nostri utenti? Bene pare che un recente rapporto di Return Path dimostri come più di 1 mail su 6 (17%) inviata dal marketing non raggiunga le caselle di posta dei consumatori. Tra questi l’11% va disperso e un altro 6% nelle cartelle spam / spazzatura.

La relazione si basa su un’analisi di 492 milioni di messaggi commerciali, inviati con il permesso dei consumatori di tutto il mondo, tra maggio 2013 e aprile 2014.

La percentuale di email che non arrivano nelle caselle di posta è rimasto abbastanza costante per tutto il periodo di tempo esaminato, anche durante la stagione dello shopping natalizio di fine anno, quando il volume di posta elettronica registra dei picchi.
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Quante volte avreste voluto avere un traduttore simultaneo per comunicare con persone di un altro paese?

Pare che questo “sogno” stia diventando una realtà.skype_logo

L’azienda Microsoft è da oltre 10 anni che si occupa di implementare sistemi di traduzione in tempo reale per tradurre le telefonate, migliorare i sistemi di riconoscimento vocale, nonchè l’accuratezza di vocabolario, ed oggi la collaborazione con Skype è diventata la chiave di svolta.

E’ stato infatti presentato un nuovo sistema per tradurre quasi in tempo reale le chiamate e le videochiamate fatte con Skype. La nuova opzione è ancora in fase di test e sarà resa disponibile entro la fine dell’anno come applicazione per Windows 8. Successivamente sarà messa a disposizione dei tablet e degli smartphone, all’interno della classica applicazione di Skype.

Guardate questo video:

http://research.microsoft.com/apps/video/default.aspx?id=217733

Sembra che nell’immediato sarà già possibile effettuare traduzioni inglese-tedesco e viceversa con la promessa di sviluppare altre lingue.