Archivio per la categoria ‘e-commerce’

Ritorniamo a esaminare le e-mails e i contenuti che usiamo per invitare i consumatori ad agire.

Phrasee, ha esaminato le prestazioni di oltre 700 milioni di email inviate da marchi retail e e-commerce all’inizio di quest’anno, soprattutto da società con sede negli Stati Uniti e nel Regno Unito.

I ricercatori hanno isolato l’impatto di alcuni elementi specifici in linee tematiche ed esaminato come abbiano influito: tasso di apertura, click, e click-to-open. Ad ogni elemento è stato dato un punteggio, su scala da 1 a 100: maggiore è il risultato Phrasee e migliore è il risultato di quella mail nel motivare i consumatori ad agire

Azione

Le parole che indicano qualcosa di nuovo, come “l’introduzione”, tendono ad aver un buon esito, così come verbi esperienziali come “festeggiare”, le parole di azione più funzionali come “spendere” non tendono invece ad aver successo.

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Dall’infografica allegata, si legge un’analisi molto significativa.

I dati social generati dal B2C hanno il potere di influenzare i venditori e gli acquirenti del B2B?

  • A quanto pare l’84% dei dirigenti B2B utilizza i social media come fonte per prendere decisioni di acquisto.
  • Il 92% degli acquirenti B2B utilizza i social media per entrare in contatto con i leader di pensiero del settore vendite.
  • Un totale di 72% di acquirenti B2B utilizza i social media per la ricerca di soluzioni.

C’è da dire che da queste prime tra voci si direbbe proprio di sì. A voi continuare la lettura dell’infografica per trovare i vostri spunti. (altro…)

Ogni anno la Siegel+Gale conduce una ricerca sul brand più semplice del mondo. Il sondaggio si basa su 12.318 consumatori in otto paesi (Stati Uniti, Regno Unito, Germania, Svezia, Cina, India, Emirati Arabi Uniti, e Arabia Saudita) a cui viene fatta un’intervista, e in cui viene chiesto di valutare i brand sulla semplicità / complessità dei loro prodotti e prezzi, nonché la qualità delle interazioni / comunicazioni (cioè, se la società è affidabile / facile da affrontare).

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Ogni volta che inviamo una mail ci domandiamo che fine farà.

Avrà raggiunto i nostri utenti? Bene pare che un recente rapporto di Return Path dimostri come più di 1 mail su 6 (17%) inviata dal marketing non raggiunga le caselle di posta dei consumatori. Tra questi l’11% va disperso e un altro 6% nelle cartelle spam / spazzatura.

La relazione si basa su un’analisi di 492 milioni di messaggi commerciali, inviati con il permesso dei consumatori di tutto il mondo, tra maggio 2013 e aprile 2014.

La percentuale di email che non arrivano nelle caselle di posta è rimasto abbastanza costante per tutto il periodo di tempo esaminato, anche durante la stagione dello shopping natalizio di fine anno, quando il volume di posta elettronica registra dei picchi.
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Il mondo dell’e-commerce sta cambiando rapidamente, con una forte concorrenza a livello globale. Nell’infografica proposta da Baynote risulta che negli Stati Uniti, il tasso di vendita al dettaglio dell’e-commerce stia crescendo a 4X, mentre in Cina ha raggiunto il 51% nel 2013.

I 302 più grandi e-tailer in Francia, Germania, e Regno Unito hanno aumentato le vendite del 16,7% nel 2013, mentre, le vendite dei 46 più grandi e-tailer in Italia, Portogallo e Spagna sono cresciute del 26,6%.

Inoltre, l’e-commerce indiano è destinato a crescere da $ 13B nel 2013 a $ 50B- $ 70B entro il 2020.

Bentornati! Iniziamo con un po’ di leggerezza. Finite le ferie si riprendono i soliti appuntamenti…e ricomincia la scuola.

Un sondaggio condotto da She Knows ha dimostrato che 1 madre su 2 si rivolge ai social media per le idee commerciali, trovare coupon e offerte.

Nonostante la caccia al coupon, pare che la maggior parte delle mamme inizi lo shopping per tornare a scuola circa un mese prima dell’inizio della scuola, e non imposti un budget.

La spesa più grande è l’abbigliamento, registrando una spesa tra i 100 e i 250 dollari sui vestiti e tra i 50 e i 100 dollari sul materiale scolastico, all’elettronica si dedicano meno di 50 dollari.

Per quanto riguarda la tecnologia, la maggior parte delle intervistate pensa che i bambini nella scuola elementare dovrebbero avere il proprio computer desktop, e-reader, e dispositivo musicale. Quando i bambini sono in scuola media, gli studenti dovrebbero avere un computer portatile, tablet e smartphone.

ingìfografica

Secondo IDG, circa il 79% dei responsabili IT sostiene che un elevato livello di conoscenza del prodotto aumenta la probabilità di acquisto e il 72% considera molto importante che il fornitore IT in contatto con loro sia molto informato sul prodotto ed in grado di rispondere alle domande.

Si ritorna quindi a come sia importante creare contenuti di alta qualità, social media e video per aiutare le aziende a meglio informare e influenzare i consumatori e i suoi addetti.

Per comprendere meglio la miriade di ruoli che entra in gioco nel processo di acquisto di tecnologia vi riporto un’infografica.

it-decision-makers-and-content-marketing-infographicAd esempio, all’inizio del processo di acquisto, ITDMs leggono articoli su tendenze, strategie e management; notizie di tecnologia; casi di studio; e le analisi di ricerca per determinare le loro esigenze di business.