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Facendo marketing da tanti anni ho apprezzato l’evoluzione che c’è stata tra offrire un servizio ai clienti a far vivere un’esperienza ai clienti.

Certo, non tutti ancora sono in grado di gestire questo passaggio, ma è il futuro.

Su Forbes ho trovato questo breve video in cui spiegano la differenza.

Servizio al cliente: quando l’azienda offre un servizio perché deve, non necessariamente perché è qualcosa su cui vuole investire. E’ costretta.

Esperienza al cliente: quando l’azienda considera tutto ciò che il cliente vuole, i gusti, gli odori, ciò che sente, vede, tutto ciò che comporta un’esperienza con il marchio. L’atteggiamento di “Voglio essere qui”, piuttosto che “Devo essere qui.”

E’ una netta differenza che porta ad un risultato completamente diverso.

Pensate a quando entrate in un negozio e non vi prestano attenzione perché magari sono al cellulare a parlare delle loro cose. Adesso cercate di ricordare se avete comprato. Probabilmente no.

Diverso invece quando vi sentite al centro della loro attenzione, vi consigliano, senza “starvi addosso”, ma vi seguono nel vostro percorso di scelta, vi ascoltano e si mettono a vostra disposizione.

Ecco, in questo caso sono sicura che avrete comprato, e se non lo avete fatto, tornerete a guardare di nuovo all’interno di quel negozio.

Il marketing esperienziale lascia un vero segno nelle persone.

Quando affronto in aula la tematica Digital Marketing & Communications arrivo sempre al punto in cui pongo l’attenzione su un quesito fondamentale per avere successo ed ottenere risultati: ma la vostra azienda ha la struttura IT integrata con il marketing? Esiste un supporto in tal senso?

E’ una domanda cruciale.

Secondo un recente studio di Robert Half Technology and The Creative Group, circa il 42% dei Chief Information Officer (CIO) afferma che la loro azienda non ha la perfetta integrazione tra marketing e tecnologia necessaria a sostenere adeguatamente i progetti di marketing digitale.

Al contrario, solo il 24% dei dirigenti di marketing dice che la loro azienda non è strutturata correttamente per sostenere gli sforzi di marketing digitale.

Qualcosa non mi torna…e a voi?!

La relazione si basa sui dati di un sondaggio di 2.500 CIO e oltre 400 marketing manager & advertising degli Stati Uniti.

marketingando, social mediaCIO e dirigenti di marketing sono d’accordo nel dire che le prime due cose che le loro aziende stanno facendo per supportare meglio le strategie di marketing digitale sono:

  • aiutare i dipendenti a collaborare più da vicino, e
  • l’assunzione di personale con un mix di competenze tecniche e di marketing.

Qualche passo in avanti si sta facendo, ma è importante che ci sia una buona strategia e una collaborazione tra i dipartimenti per ottenere dei risultati efficaci.

Il business cresce meglio se i nostri clienti sono soddisfatti, allora il nostro compito è di trasformare quelli “passivi” in clienti attivi.

marketing, marketingando, brandPer far questo dobbiamo analizzare quali sono le caratteristiche che rendono felice il nostro cliente. Una ricerca condotta da Ninja Metrics dimostra che quando l’azienda fornisce un supporto tempestivo e amichevole il cliente è soddisfatto. Ma il concetto di “tempestivo” può essere soggettivo come si vede da questa infografica.

Il 41% degli intervistati si aspetta una risposta entro sei ore. Tuttavia, solo una azienda su tre risponde entro tale lasso di tempo.

Ma, un cliente a cui è stato risolto un problema, condivide la sua soddisfazione count massimo di 6 persone.

In merito alle aziende che non ottemperano a uno sviluppo del business in modo etico e responsabile, pare che possano arrivare a perdere il 90% dei loro potenziali clienti.

Ai clienti piace essere coinvolti dalle aziende. Le aziende che si confrontano con i clienti possono vedere un incremento del 240% delle entrate.

Il 95% dei clienti insoddisfatti non si lamenta, ma questo significa che non diamo la possibilità a loro di cambiare idea.

Leggete l’infografica e troverete spunto per migliorare la vostra posizione.

Negli ultimi anni si sa, il processo dei compratori è cambiato, e quindi anche il nostro approccio alla vendita si deve essere evoluto. È necessario modificare la vostra strategia per incontrare il processo degli acquirenti.

Da Outbound Marketing a Inbound: Il vero segreto sta nel concentrarsi sul marketing dei contenuti.

Il punto sta nel fatto che tutta la nostra comunicazione deve essere ricca di contenuti che ne fortifichino il valore. Non possiamo avere più piattaforme però, quello che ci serve è un unica “base” su cui far convergere tutti i nostri social satellite.

Mi spiego. Se noi abbiamo un sito su cui aggiorniamo e arricchiamo di contenuti in modo costante, è bene che tutti gli altri strumenti convoglino le persone su questo sito. Banale, giusto? Bene. Quello che potrebbe stupirvi è il fatto che usando bene i social noi possiamo davvero fare la differenza.

L’uso di twitter lo abbiamo già analizzato diverse volte, quindi vi invito a rileggere i vari passi, ma se vi ricordate, partecipare alle conversazioni è fondamentale per far conoscere il vs brand e far sì che le persone arrivino a voi.

Niente di Meno 2014

Niente di Meno 2014

Un esempio: Voi scrivete un tweet e questo viene menzionato da qualcuno che vi conosce. A questo punto venite esposti ad un nuovo audience – che è quello di colui che vi ha menzionato. Tra queste persone ci potrà essere qualcuno che andrà a leggere la vostra biografia in Twitter e quindi verrà poi diretto al vs blog o sito. Essendo ricco di contenuti…potreste essere chiamati per qualche attività, o per far business insieme o per vendere qualcosa.

E’ quello che è successo a me con Millionaire – rivista di business. Sono stata monitorata sul mio blog, twitter…etc…e per il mio operato sono stata scelta per dare consigli online alle persone che necessitavano di suggerimenti per migliorare il loro business.

Sul mio blog, hanno trovato anni di articoli-centinaia di contenuti su mio approccio al marketing, le mie teorie e idee, e chi sono io come professionista. Anche qualche video di qualche apparizione televisiva sempre legata al mio lavoro. Solo dopo aver interagito con tutti i contenuti che avevo messo a disposizione on-line sono giunti a me.

Ecco, questo è un esempio di quello che oggi si chiama “vendita invisibile”. (altro…)

Buone vacanze,

è stato un anno ricco di tanti avvenimenti e di nuove scoperte, di tecnologie in evoluzione e di alcune che non hanno tenuto il passo, abbiamo visto pubblicità assurde e altre molto carine ed efficaci.

Adesso ci meritiamo un po’ di riposo, ma un marketer non spegne mai il cervello del tutto e quindi sono certa che rimarrete colpiti da ciò che questa estate vi proporrà.

Vi auguro di vivere delle belle emozioni.

A presto!

Clicky

Chiuse le Olimpiadi ecco che iniziano le Paralimpiadi. Alcune voci dicono che nelle prossime edizioni c’è la voglia di far competere gli atleti nello stesso periodo….vedremo.

Intanto iniziamo col dare qualche numero di queste paralimpiadi di Sochi:

585 atleti da 44 paesi, e tra loro 34 sono i nostri azzurri tra cui 4 donne presenti: Francesca Porcellato e Pamela Novaglio – sci nordico, Melania Corradini – sci alpino, Veronica Plebani – snowboard.

marketing

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Quando partecipate a una fiera o esposizione, sfruttate davvero tutti i canali per fare business?

Tool come Facebook , Twitter e Google+ possono contribuire migliorare “l’esperienza” e a raggiungere alcuni degli obiettivi comuni di quando si partecipa ad una fiera (anche in modo virtuale):

Seguiamo qualche passo:

1. Strategia. Innanzitutto come in ogni campagna di marketing bisogna studiare una strategia per prepararsi all’evento. Verificare di avere una pagina Facebook e un account Twitter aziendali. Iniziare a twittare sulla fiera con largo anticipo, e se possibile inserire il nome del Twitter ufficiale o hashtag dedicato all’evento. (spesso ne viene assegnato uno dagli organizzatori) (altro…)