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In quasi tutte le strategie di marketing online, è probabile che vi sia la gestione di un business blog, poiché se ben gestito costruisce la credibilità, non solo per la società, ma anche per la fedeltà alla marca e la riconoscibilità. Anche se il blog è un canale efficace di marketing, brand e vendita, le aziende non sempre ne fanno un uso efficace ed efficiente. In realtà, la maggior parte dei blog aziendali aggiungono ben poco valore vero e proprio al business. Ma quali sono quindi gli errori che spesso si fanno? Eccone alcuni:

1. Non avere obiettivi chiari di blogging  La creazione di un post sul blog di alto valore richiede un sacco di tempo e fatica. Se non si dispone di un obiettivo chiaro, perchè investire le vostre energie? Non iniziate a “bloggare” solo perché i vostri concorrenti lo stanno facendo. In primo luogo determinate come si può aggiungere valore al vostro business. (altro…)

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Questa infografica è banale ma rende l’idea di cosa voglia dire comunicare sui social media.

Molti credono che basti fare un copia e incolla da un canale all’altro…bene, questa è la dimostrazione che non funziona così.

In alcuni casi è possibile….ma non per tutti.

Il target a cui ci rivolgiamo è diverso, e il messaggio deve essere tarato di conseguenza.

A voi la scoperta delle finezze :)

Proviamo a rispondere a questa domanda: come possiamo coinvolgere al meglio i nostri clienti?

Non c’è una soluzione magica per questa attività, ma è possibile adottare misure concrete per studiare una strategia che funziona.

Analizziamo alcune azioni che i brand e le aziende possono adottare per creare una strategia di coinvolgimento che si allinei non solo con gli obiettivi aziendali, ma fornisca una road map per il successo ad team di marketing.

1. Scrivere un manifesto di coinvolgimento del cliente

I Responsabili Marketing sono consapevoli che l’uso di “Big Data” e la creazione di esperienze personalizzate è un imperativo. Un passo fondamentale per qualsiasi campione è quello di sedersi e mettersi d’accordo su una serie di principi che influenzano e costruiscono una strategia di coinvolgimento.

Quindi rispondete a questa domanda: che cosa significa il coinvolgimento del cliente per il nostro business? Ricordatevi che ciò che funziona per un brand non per forza funziona per un altro, e le variabili di mercato e demografiche comportano azioni ad hoc. (altro…)

Dall’infografica allegata, si legge un’analisi molto significativa.

I dati social generati dal B2C hanno il potere di influenzare i venditori e gli acquirenti del B2B?

  • A quanto pare l’84% dei dirigenti B2B utilizza i social media come fonte per prendere decisioni di acquisto.
  • Il 92% degli acquirenti B2B utilizza i social media per entrare in contatto con i leader di pensiero del settore vendite.
  • Un totale di 72% di acquirenti B2B utilizza i social media per la ricerca di soluzioni.

C’è da dire che da queste prime tra voci si direbbe proprio di sì. A voi continuare la lettura dell’infografica per trovare i vostri spunti. (altro…)

Spesso ci si domanda se postare di continuo, aiuti a ottenere maggior coinvolgimento.

Così ho indagato e mi sono imbattuta in una relazione della Track Maven basata su 24 mesi di attività di marketing (gennaio 2013 – dicembre 2014) monitorando 8.800 brand tra B2C e B2B, tra cui 7,2 miliardi di interazioni combinate su 13,8 milioni di contenuti distribuiti in sette canali di marketing digitale (blog, Facebook, Twitter, Instagram, Pinterest , Google+ e LinkedIn).

L’analisi ha rilevato un aumento della produzione di contenuti per brand in media del 78%, dall’inizio del 2013 alla fine del 2014, ma un coinvolgimento diminuito del 60% ca. In altre parole, i brand stanno generando un volume maggiore di contenuti per canale, ma singoli contenuti ricevono un minor numero di interazioni (clic, likes, commenti, preferiti, retweet, etc.) su 1.000 seguaci.

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Iniziamo l’anno con un argomento molto di attualità, ma guardandolo da un punto di vista social.

Quando la settimana scorsa, gli aggressori armati hanno fatto irruzione nella rivista satirica francese Charlie Hebdo a Parigi  uccidendo 12 persone, ci fu uno sfogo immediato di dolore e di indignazione. Poche ore dopo l’attacco, l’hastag #JeSuisCharlie ha cominciato a comparire su Twitter.marketingando

In Francia una rivista ha sostenuto che era diventato hashtag Twitter più popolare.

Allora proviamo a mettere a confronto alcuni numeri:

– #JeSuisCharlie ha generato più di 5 milioni di hashtag, distribuiti come nella foto accanto.

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Ci sono persone che studiano come fare comunicazione, ci sono persone che insegnano come fare comunicazione poi…ci sono persone che sono davvero portate per farlo, una dote.

Tra queste persone una è sicuramente un orgoglio italiano: Samantha Cristoforetti.

Ho seguito le sue apparizioni in tv show e la sua comunicazione sui social.

Oltre alla profonda stima che nutro per questa donna che rappresenta il mondo femminile che lotta per perseguire il suo sogno ad altissimi livelli, e lo fa nella maniera più elegante, professionale e mai sopra le righe, trovo sia un esempio positivo per molte persone.

I risultati nella vita si ottengono con sacrificio, con forza, costanza e dedizione.

Lei ha spiegato il suo percorso in un modo così naturale da farlo sembrare FACILE…ma non lo è stato.

Quando racconta la sua esperienza è didattica e comprensibile ad ogni interlocutore. Non ha bisogno di titoli per farsi riconoscere il suo ruolo.

Vi invito a seguirla sui suoi social: Avamposto42 #Futura42 

Congratulazioni Capitano Astronauta!

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