Archivio per la categoria ‘social media’

Chi ha un blog o scrive delle newsletter ha generalmente una sezione in cui si chiede alle persone di abbonarsi.

Bene, ma dal momento in cui la persona si iscrive, cosa succede!??!

“Congratulazioni, avete nuovi abbonati”. 

Chiaramente è l’inizio di un rapporto epistolare. Quindi prima cosa da fare è inviare una e-mail di benvenuto!

Molti siti hanno già delle formule pre-impostate per cui non è necessario farlo one to one.

Ma qual è la call to action della vostra mail!?!?

  • Aggiungere la parola vendita nell’oggetto pare faccia aumentare i tassi di apertura del 23,2%.
  • Altre parole da usare nella riga dell’oggetto sono notizie, bollettino, e video. Mentre da escludere le parole rapporto e webinar.

In merito al testo dell’e-mail, è importante scrivere qualcosa di convincente che eviti la cartella spam, soprattutto quando si cerca di generare click-through verso il sito web.

Allora, vi invito a leggere i link allegati e l’infografica fornita da EasySMPT.

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Tante volte abbiamo detto quanto sia importante avere dei contenuti validi. E altrettanto, saperli condividere, raccontare delle case history.

Un recente rapporto di Starfleet Media, basato sui dati di un sondaggio di 324 marketers B2B e venditori provenienti da tutto il mondo (69% con sede in Nord America, il 22%, l’Europa, il 9%, altro) impiegati in aziende di diversi settori, tra cui la tecnologia, la produzione, e servizi business, ha dimostrato quanto segue:

  • Circa il 67% degli intervistati afferma di aver utilizzato casi di studio / storie di successo dei clienti come contenuto digitale nell’attività di marketing nei 12 mesi precedenti; a questi sono seguiti: whitepaper (62%), webinar (58%), ed e-book (52%).

Di seguito, altri risultati chiave del rapporto . (altro…)

Di recente si è tenuto il Philip Kotler Marketing Forum 2015.

Qualche frase estratta dall’evento l’ho condivisa sulla pagina FB di Marketingando (su cui vi invito a cliccare “like”).

Ma per chi è del settore e lo segue da sempre come una delle fonti più autorevoli in materia, credo abbia stupito la sua presentazione.

Si legge su Il Corriere.it l’intervista fattagli a seguito del meeting.

«Restate piccoli, fate grandi prodotti». Dopo lo scoppio della crisi nel 2008, e il fallimento delle prime banche, la teoria del too big to fail andava per la maggiore. «Troppo grande per fallire» scandiva chi sosteneva la necessità di imprese ben strutturate, al riparo da fallimenti. Philip Kotler, invece, è sempre stato più tradizionalista. «Piccolo è bello», per lui, è la ricetta che dovrebbero continuare a seguire le imprese italiane. Startup comprese, che delle piccole dimensioni dovrebbero fare il fiore all’occhiello.

…C’è una teoria chiamata Hidden Champions Companies, secondo la quale devi essere la migliore azienda, per una specifica classe di prodotti, che abbia un gruppo di compratori da qualche parte. C’è una società che produce i migliori binocoli per uso militare, eppure nessuno la conosce, tranne gli acquirenti dei suoi prodotti. Ecco cosa può fare una piccola azienda italiana: trovare una nicchia di mercato e presidiarla, senza guardare necessariamente al mercato globale», ragiona Kotler.

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Il marketing è strategia, ben fatta e integrata con altre funzioni aziendali. Un lavoro di squadra porta ad avere risultati concreti e consolidati.

Per riuscire in questa attività ci sono alcuni accorgimenti che si possono prendere, senza investire enormi budget, ma con un impatto sulla creazione di contenuti, relazione con i clienti, e tattiche di vendita.

1. Aiutate il vostro team di vendita

Ogni operazione di marketing parte da un’analisi della concorrenza, del mercato, dei migliori clienti, delle nuove leggi in vigore, tendenze di prodotto e servizi, e queste informazioni vanno condivise con i commerciali affinché possano lavorare in modo più efficace. (altro…)

Oggi, un post veloce ma che lascia il segno.

Sono state pubblicate da Huffingtonpost delle immagini raffiguranti le pubblicità degli anni 50.

Credevo mi sarei messa a ridere…invece, guardate voi stessi.

Oggi non sarebbero ammissibili certi messaggi, e sottolineo, MENOMALE!!! Verrebbero sbranati dai social media.

Alcuni esempi:

marketingando marketingando, adv (altro…)

Ritorniamo a esaminare le e-mails e i contenuti che usiamo per invitare i consumatori ad agire.

Phrasee, ha esaminato le prestazioni di oltre 700 milioni di email inviate da marchi retail e e-commerce all’inizio di quest’anno, soprattutto da società con sede negli Stati Uniti e nel Regno Unito.

I ricercatori hanno isolato l’impatto di alcuni elementi specifici in linee tematiche ed esaminato come abbiano influito: tasso di apertura, click, e click-to-open. Ad ogni elemento è stato dato un punteggio, su scala da 1 a 100: maggiore è il risultato Phrasee e migliore è il risultato di quella mail nel motivare i consumatori ad agire

Azione

Le parole che indicano qualcosa di nuovo, come “l’introduzione”, tendono ad aver un buon esito, così come verbi esperienziali come “festeggiare”, le parole di azione più funzionali come “spendere” non tendono invece ad aver successo.

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