Archivio per la categoria ‘social media’

Negli ultimi tempi Facebook ha modificato le News Feed della nostra bacheca.

Il motivo di questi cambiamenti è per ridurre la circolazione di spam e contenuti che vogliono ingannare il lettore (link).

Torniamo sempre al punto cruciale: I CONTENUTI. Fornire contenuti giusti alle persone giuste al momento giusto, così che non si perdano le cose che per lo sono importanti e rilevanti.

Molti post sono pubblicati da pagine che provano deliberatamente a fregare i meccanismi del News Feed, così da ottenere una maggiore circolazione dei loro contenuti rispetto a quella che otterrebbero normalmente. Questo aggiornamento prende di mira tre grandi categorie di post e pagine con un comportamento scorretto.

Esche per i “mi piace”
Sono i post che chiedono esplicitamente ai lettori di cliccare “mi piace”, di commentare o di condividere il post, così da ottenere una maggiore circolazione del post stesso rispetto a quello che avrebbe ottenuto normalmente.

L’aggiornamento FB fa sì che il sistema riconosca questi post e faccia sì che non appaiano così spesso nel News Feed, e che non appaiano più di altre cose maggiormente rilevanti e pubblicate da altre pagine o dai nostri amici. Non avrà alcun impatto sulle pagine che cercano onestamente di incoraggiare il dibattito tra i propri iscritti, e si concentra per il momento solo su quelle che invitano esplicitamente i propri iscritti a cliccare “mi piace”, a commentare o a condividere.

Cose che circolano moltissimo
Su Facebook sia le persone che le pagine fanno circolare spesso contenuti molto interessanti, ma gli utenti dicono che di tanto in tanto alcuni video e alcune foto ben precise sono caricate continuamente. FB ha migliorato il News Feed così da togliere enfasi a queste pagine che pubblicano sempre le stesse cose.

Spam
Ci sono pagine che pubblicano post che usano linguaggio o formattazioni inaccurate o ingannevoli allo scopo di “ingannare” i lettori, e farli cliccare su link che portano a pagine piene, soltanto o quasi, di pubblicità.
Per esempio, spesso quei post hanno un link che dovrebbe portare a un album fotografico ma che invece porta i lettori a un sito pieno soltanto di pubblicità.

L’aggiornamento migliora il News Feed per ridurre casi di questo tipo, e i test mostrano che il 5 % di utenti in più mette “mi piace” sui link che ha cliccato. È un aumento molto significativo ed è un buon segno: le persone trovano più rilevanti e affidabili le cose che trovano sulla loro bacheca.

Cosa succede quindi alla nostra pagina?
La maggioranza dei gestori di pagine su Facebook non pubblica spam quindi non dovrebbe avvertire un impatto negativo a causa di questi cambiamenti. Semmai, avvertirà un piccolissimo aumento nella circolazione dei suoi post.

Una piccola parte di utenti che fa spam frequentemente e intenzionalmente vedrà diminuire nei prossimi mesi la circolazione dei suoi contenuti.

 

Con l’avvento dei social media si è sviluppato il personal branding. Questa è un’arma a doppio taglio poichè permette visibilità ma anche criticità.personal branding, marketing

La maggior parte delle aziende richiedono infatti una rigorosa separazione di comunicazione aziendale e di personal branding, con il compito di interazione sociale relegata a pochi gestori portavoce o PR scelti.

Nel frattempo, questi brand potrebbero perdere una buona occasione per integrare le persone quale parte fondamentale della loro squadra. E qualcosa sta cambiando. Coloro che non riescono ad abbracciare il personal branding perdono l’impatto positivo che l’advocacy del dipendente ha da offrire.

Se il vostro staff è un team di professionisti super-intelligenti che sono stati reclutati ed assunti perché possono aggiungere valore alla vostra azienda… allora potrebbero potenziare il personal branding in concerto con una missione aziendale.

Ci sono aziende che lo stanno già applicando da tempo come IBM: i suoi 300.000 dipendenti sono incoraggiati a condividere e pubblicare on-line - relazioni reciprocamente vantaggiose tra le organizzazioni e i loro membri.

Quali sono i passi significativi del personal Branding? L’infografica, può aiutare le persone e le aziende a comprendere il meraviglioso mondo del personal branding.

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Abbiamo mai pensato che la mail che mandiamo possa finire nello SPAM?
Intanto per un marketer…non è sicuramente un successo, quindi cosa possiamo fare per poter evitare l’invio di spam?marketing, email marketing, spam

Partiamo dal ricordare che cosa è uno spam.
E’ l’invio di messaggi pubblicitari indesiderati (generalmente commerciali). Può essere attuato attraverso qualunque sistema di comunicazione, ma il più usato è Internet, attraverso messaggi di posta elettronica.
Per definizione lo spam viene inviato senza il permesso del destinatario ed è un comportamento ampiamente considerato inaccettabile dagli Internet Service Provider (ISP) e dalla maggior parte degli utenti di Internet. Mentre questi ultimi trovano lo spam fastidioso e con contenuti spesso offensivi, gli ISP vi si oppongono anche per i costi del traffico generato dall’invio indiscriminato. (altro…)

Molte volte e in diverse circostanze ho dovuto scegliere il miglior font per i diversi progetti di comunicazione e sono d’accordo che per ciascuno si debba trovare il giusto “vestito”.

Quindi quando ho letto questo articolo su il “Sole 24 Ore“, mi è venuto un sorriso pensare che un giovane studente americano abbia fatto questo pensiero: Ma ci si è mai chiesti se il “Times New Roman”, il carattere generalmente più utilizzato e diffuso su scala globale, sia anche quello più efficiente sotto il profilo della stampa?

Secondo lui infatti: abbandonando il classico font Times New Roman e l’altrettanto popolare Century Gothic per stampare i documenti ufficiali, il governo Usa risparmierebbe poco meno di 400 milioni di dollari l’anno in solo inchiostro.

Analisi molto interessante. Non è più solo una questione di stile, ma anche di risparmio economico e di scelta green.

 

 

Trattiamo il tema della privacy.

Lo scorso anno, il Garante della privacy ha adottato due importanti provvedimenti in materia di marketing: un provvedimento generale in tema di consenso al trattamento dei dati personali e, le Linee Guida in materia di attività promozionale e contrasto allo spam.

A questo punto ci chiediamo come dobbiamo comportarci nella gestione di attività promozionali o di vendita mediante operatore, messaggi automatici, SMS, e-mail, siti Web ed altre fonti.

L’obiettivo è quello di semplificare l’acquisizione del consenso anche quando è ottenuto attraverso canali digitali. Può essere considerato valido anche per contatti tramite operatore, oppure nel caso di invii postali (non serve, in sostanza, un secondo consenso per l’utilizzo dei canali tradizionali di comunicazione).

Il Garante fornisce delle linee guida, per meglio interpretare le norme esistenti, inserendo alcuni elementi di maggior rigore di cui le aziende dovranno necessariamente tenere conto.

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Iniziamo ad introdurre che cos’è il Sentimeter. Ascoltare per capire quello che pensano gli utenti. E’ questo lo scopo della sentiment analysis, metodo di analisi applicata ai social network .

Andando al di là del semplice conteggio del numero di follower, di like o del volume di menzioni, Sentimeter si propone di dare un senso a ciò che è diventato la nuova agorà (virtuale). Sentimeter è un blog curato dai ricercatori di Voices From the Blogs, gruppo di ricerca dell’Università degli Studi di Milano. La sentiment analysis infatti, se rielaborata con particolari statistiche di natura economica, permette di interpretare il grado di benessere della nostra società.

Sulla base di questo concetto è stata fatta un’analisi su oltre 40 milioni di messaggi su Twitter raccolti quotidianamente nelle 110 provincie italiane. marketingando

Il risultato: nel 2013 la capitale della felicità in Italia è stata Genova con un 75,5% di tweet felici. Seguita da Cagliari (75,1%), Carbonia (75%), Parma (72,9%), Bari (settima: 71,7%) e Bologna (71,4%), seconda nel 2012 ma che quest’anno scende al nono posto.

A questo punto mi sento presa in causa con @SarMarc, dal momento che spesso twitto da Parma. Un po’ mi stupisce. Non mi sembra in verità una città senza contestazioni. Ma si vede che non usano twitter. 140 caratteri a volte sono proibitivi per esprimere un dissapore.

Tra le grandi città si salva solo Firenze, al 65° posto col 58,2%, 21 posizioni sotto si posiziona Roma (54%), e, decisamente mal posizionate: Torino (91° posto), Milano (93°) e Napoli (96°).

Dovrò usare twitter maggiormente quando sono a Torino :).

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