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In un era in cui si va tutti verso i siti responsive, ecco che le difficoltà iniziano all’interno degli uffici per capire quali siano le disposizioni e i colori migliori da utilizzare per meglio attirare l’attenzione.

Il branding passa anche attraverso i colori, e sarebbe un peccato non valutarli con senso critico. Colori diversi possono innescare emozioni diverse, e possono aiutare, o ostacolare, la capacità di distinguersi.

Quindi, quale sarà la combinazione di colori giusta per le vostre necessità?

L’infografica che segue dà molti spunti interessanti…

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Mi piacciono sempre queste statistiche che mostrano come il mondo stia andando sempre più in una direzione digitale. E rimango sempre colpita dal valore e dal peso enorme che ha nell’economia mondiale.

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Dal grafico dell’Economist che vi mostro, risulta che nei paesi che fanno parte del G20, si prevede che l’economia legata al Web continuerà a crescere del 10% anno per i prossimi 5 anni e che entro il 2016 raggiungerà un valore intorno ai 4.200 miliardi di dollari – rispetto ai 2.300 miliardi di dollari del 2010.

L’Italia è al tredicesimo posto e il contributo di Internet alla sua economia vale poco più del 2% del prodotto interno lordo (PIL). Entro il 2016 dovrebbe raggiungere il 3,5% circa.

Mentre in vetta c’è il Regno Unito, con l’economia legata al Web che supera altri settori come quello delle costruzioni e dell’istruzione, soprattutto grazie ai sistemi per l’acquisto di prodotti e servizi online. Al secondo e al terzo posto ci sono rispettivamente la Corea del Sud e la Cina, grazie alla grande quantità di beni esportati e venduti all’estero legati alla Rete. Al quinto posto c’è il Giappone, grazie alle proprie esportazioni e al settore dell’ecommerce.

Il dato medio per l’Unione Europea, al quarto posto, è incoraggiante, ma l’UE potrebbe fare molto di più con un mercato legato all’online unificato, processo verso cui sta spingendo da tempo la Commissione Europea con esiti fino a ora poco soddisfacenti.

marketingandoGoogle è sempre in fermento, ma questa volta rivela una notizia sconcertante per gli amanti del SEO, che con l’avvento del nuovo algoritmo Panda e delle nuove regole impostate da Google, non hanno vita facile.

Per mantenere un alto servizio, credibilità e reputazione, Google cambia spesso le regole che permettono ai siti di accaparrarsi le prime posizioni all’interno del motore di ricerca, e questo per incentivare a una maggior qualità dei contenuti.

Forse non siete al corrente delle risorse umane che si muovono dietro la parola SEO e Black SEO, ossia gli hacker del Seo, quelli che ne fanno un uso maligno per sviare l’algoritmo.

Il responsabile del “Team Antispam”, Matt Cutts, ha recentemente rilasciato un’intervista sulle pratiche SEO dichiarando che Google punta sulla qualità intrinseca del contenuto e non su come è realizzato il codice HTML che lo contiene.

Google sta dunque lavorando affinchè anche senza SEO il contenuto emerga dando la priorità assoluta allo scrivere ottimi contenuti, accessibili, interessanti, con buoni titoli. Una ennesima affermazione del concetto “Content is King”.

Per vedere l’intervista a Matt Cutts di Google, clicca quì.

Quindi, pensate bene al vostro blog o sito, forse merita investire più tempo e soldi per produrre ottimi contenuti…..che rapide scorciatoie…

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Ho trovato questa notizia de Il Post degna di nota:

Il Commissario per l’Agenda Digitale dell’Unione Europea, Neelie Kroes ha il compito di vigilare sui mezzi di comunicazione e dell’informazione, proponendo anche nuove soluzioni per la gestione del diritto d’autore e per facilitare la trasmissione e la diffusione delle informazioni e dei contenuti tra i cittadini europei.

Kroes ha sostanzialmente attaccato l’attuale sistema del copyright, dicendo che non favorisce né gli artisti né chi acquista i contenuti e che andrebbe quindi ripensato.

Durante il suo discorso, Kroes non ha fornito dettagli precisi su quale sistema alternativo potrebbe sostituire o modificare l’attuale organizzazione delle norme sul copyright. Al momento il Commissario si è limitato a fare un discorso di indirizzo, che sembra però indicare quali potranno essere le sue intenzioni nei corsi dei prossimi mesi per ripensare almeno in parte il diritto d’autore: «Le nuove idee che potrebbero portare benefici per gli artisti vengono uccise prima che possano mostrare la loro efficacia, partono morte. Questo deve essere cambiato».

Stiamo dietro a vedere gli sviluppi….e intanto mi domando…come funzioneranno le creative commons license!?!?

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CRM, marketingando, esperienzialeIl concetto di Customer relationship management o Gestione delle Relazioni coi Clienti è legato al concetto di fidelizzazione dei clienti.

In un’impresa “Market-oriented” il mercato non è più rappresentato solo dal cliente ma dall’ambiente circostante, con il quale l’impresa deve stabilire relazioni durevoli di breve e lungo periodo, tenendo conto dei valori dell’individuo/cliente, della società e dell’ambiente. Quindi l’attenzione verso il cliente è cruciale e determinante. Per questo motivo il marketing management deve pianificare e implementare apposite strategie per gestire una risorsa così importante.

Il CRM si spinge sostanzialmente secondo quattro direzioni differenti e separate:

  1. L’acquisizione di nuovi clienti (o “clienti potenziali”)
  2. L’aumento delle relazioni con i clienti più importanti (o “clienti coltivabili”)
  3. La fidelizzazione più longeva possibile dei clienti che hanno maggiori rapporti con l’impresa (definiti “clienti primo piano”)
  4. La trasformazioni degli attuali clienti in procuratori, ossia consumatori che lodano l’azienda incoraggiando altre persone a rivolgersi alla stessa per i loro acquisti. Nei social li chiameremmo Evangelisti.

Viviamo in un mondo in cui siamo perennemente collegati: in metropolitana, negli aeroporti e nelle sale d’attesa. Perchè ciò sia possibile è necessario che i web siano compatibili con i nuovi mezzi di comunicazione.

Leggendo ricerche di marketing, ho trovato alcuni suggerimenti pratici e utili da condividere (CIK):

Evitare le intro in Flash. La tecnologia Adobe Flash non funziona su dispositivi Apple e Flash mobile tende a rendere i siti molto pesanti da caricare. Piuttosto sostituite una pagina flash con HTML5 e Javascript.

Abolire il menu a discesa. E’ consigliata una pagina vetrina per le diverse sezioni del sito, consentendo agli utenti di trovare tutte le sottopagine disponibili. Se si desidera mantenere il menu a discesa (poco pratico per tablet), creare segnali visivi (come frecce) che mostrare agli utenti che il ​​menu può essere aperto e ampliato.

Design per l’interazione touch. Le dimensioni e le abitudini di chi usa un tablet sono diverse da quelle di un pc e di un cursore mouse. Bisogna quindi prevedere e progettare icone adatte.

Colori, texture e tipografia vanno scelti con saggezza. Colori di sfondo luminosi e modelli per ridurre la sensazione di riflesso o macchie. Evitare lo sfondo total nero che fa sembrare una pagina non caricata. Assicurarsi che il carattere sia della dimensione giusta per la navigazione tablet. In caso di dubbio, testare più volte.

Progettazione di moduli da montare. Molti siti aziendali richiedono agli utenti di compilare un modulo. Guardate il vostro e fate sì che tutti i campi siano chiari e facilmente accessibili agli utenti tablet. Evitate di includere troppi campi.

Fate tentativi e verificateli. Sono con l’esperienza di navigazione capirete la versione giusta del vostro sito.

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