Gli investimenti previsti nel 2017, secondo una recente ricerca di Autopilot, si indirizzeranno maggiormente su digital advertising e customer events.

La relazione  (The report) si basa sui dati di un sondaggio di 505 decision-maker con sede negli Stati Uniti.

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Circa il 30% dei marketer dice che prevede di investire in pubblicità digitale nel 2017, e il 30% di investire in eventi per i clienti.

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Uno dei requisiti fondamentali per gestire i social è la disponibilità di personale – ed aggiungo – qualificato.

Curata ha redatto una relazione sui dati di un sondaggio condotto a marzo su 1.030 marketing manager e dirigenti. Il 48,5% degli intervistati lavora per aziende B2B, il 15,2% per aziende B2C, il 27,7% per le società B2B-B2C ibride, e l’8,6% per i non-profit. Più della metà (54,4%) delle imprese incluse nel sondaggio hanno un fatturato annuo minore a $ 10 milioni.

Il 43% delle imprese afferma che prevede di aumentare il numero del personale che lavora sui contenuti di marketing.

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L’87% degli intervistati afferma che la loro società ha un team di marketing di contenuti.
Il 68% delle aziende ha una squadra tra 1 e 3 persone dedicate.

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A tutti i social media marketing, serve conoscere i numeri per misurare le varie campagne.

Ma quali strumenti di monitoraggio dei social media, piattaforme di CRM, strumenti SEO / SEM e servizi di posta elettronica vengono utilizzati dalla maggior parte delle agenzie di marketing e pubblicità?

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Mirren Business Development e RSW hanno condotto un sondaggio tra marzo e aprile del 2016 su 227 dirigenti (presidente, CEO, COO, ecc) di agenzie di pubblicità o società di servizi di marketing con sede negli Stati Uniti. Il 34% delle agenzie intervistate, hanno meno di 25 impiegati, il 25% ha 26-50 impiegati, e il resto, ha più di 51 impiegati.

Tra gli strumenti di monitoraggio / Automazione dei social media HootSuite è lo strumento più popolare (utilizzo 70%), seguito da Sprout social (29%) e Klout (27%).

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In un mondo sempre più interconnesso e dinamico è possibile che ci si trovi ad avere un team di collaboratori dislocati tra di loro.

Anche a me è capitato di avere un team sparso nei vari paesi europei e di dover gestire le attività da remoto. Allora, come fare?

Condivido un piccolo vademecum che spero vi aiuti 🙂

1. La comunicazione

Per poter accorciare la distanza è necessario saper organizzare la comunicazione. Non vi affidate solo alle mail, ma pianificate delle conference call che aiutino la condivisione delle idee, lo scambio sul punto della situazione. Serviranno non solo ad avere sotto controllo il progetto ma anche a motivare le persone.

Volendo potete usare dei software che aiutano a gestire i progetti a distanza (Asana e Trello).

Cadenziate la vostra call giornaliera/settimanale, e se potete cercate di effettuare una videochiamata con tutto il team in remoto. Potete usare Google Hangout o Skype. Non sarà come essere attorno un tavolo ma la possibilità di “guardarsi in faccia” è cruciale nello stabilire un rapporto di fiducia. Leggi il seguito di questo post »

Se sei un blogger esperto o un principiante, ti può capitare di cadere nelle seguenti trappole di blogging.

Ad esempio. Posti ogni giorno? “La ricerca, la scrittura, la modifica e la pubblicazione di un nuovo post sul blog ogni giorno può stufare i lettori“. Questo è uno dei punti evidenziati dalla ricerca di WhoIsHostingThis?

Invece di pubblicare ogni giorno, verificate di pubblicare regolarmente seguendo un calendario, ad esempio 2-3 volte a settimana o una volta a settimana, perché la chiave è la coerenza.

Un’altra trappola è quella di pensare che un post di qualità assicuri il successo. “Nessuno leggerà un blogging capolavoro se non lo ha mai sentito nominare”, afferma l’infografica. “La qualità è importante, ma lo è anche il marketing.”

Per evitare questa trappola, ricordatevi di promuovere attraverso i social media i vostri contenuti. Leggi il seguito di questo post »

La maggior parte dei marketers è molto entusiasta dei contenuti generati dagli utenti (UGC), perché può aumentare la consapevolezza del marchio e di business. Ma attenzione che in realtà alcuni UGC possono danneggiare il vostro marchio.

Vivoom ha creato un’infografica, dopo aver analizzato più di 4.000 video generati dagli utenti e scoperto che, in media il 6,6% dei video generati sono risultati prelevatici dai marchi rappresentati.

Un grosso problema è la creazione di contenti che non è in linea con l’obiettivo della campagna strategica definita dal marchio, afferma Vivoom. Le più grandi trasgressioni sono state generate da persone di età compresa tra i 25 e 34. Il 40% del totale dei contenuti viene prodotto da loro.

Un altro problema è dovuto ai contenuti considerati inappropriato come: oscenità, nudità, e discorsi di odio. Leggi il seguito di questo post »

Durante il master che ho tenuto per ANFIA (Associazione Nazionale Fra Industrie Automobilistiche) ho scoperto un video che mi ha lasciato senza parole.

Chi non è del settore aftermarket automotive non può cogliere le sfumature di quello che sto per mostrarvi, ma per gli altri…è sicuramente di interesse.

VIDEO

Lasciatemi dire, che in attesa di vedere cosa succederà, vi ricordo che non sempre cavalcare l’onda di un telefilm molto conosciuto è una buona idea per far parlare di se…