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Perchè avere un utente fake? Quanti pensate ce ne siano su Facebook? Tanti…pochi?marketingando

Bene, il numero di account falsi su Facebook è più o meno vasto quanto la popolazione egiziana.

Facebook ha riconosciuto che l’ 8,7% di profili sulla rete sono falsi (pari a 83 milioni di euro), e tra questi il 4,8% sono account duplicati, il 2,4% sono account utente classificati in modo scorretto e l’1,5% sono account “indesiderabili”.

 

L’azienda sostiene inoltre di eliminare ca 20,000 accounts al giorno e stima che ca 600,000 accounts al giorno sarebbero compromessi.

 

Allora vediamo perchè esistono e cosa fanno gli utenti fake leggendo questa intervista tratta dal blog di Gianluca Diegoli.

Rientrati dalle ferie, come promesso ecco la prima novità.

Sono lieta di comunicarvi che sono stata contattata dal prestigioso mensile Millionaire per collaborare con la nuova edizione digitale come membro effettivo del Team di Esperti. 

Questa collaborazione mi rende orgogliosa sia per la reputazione che il mio blog ha conquistato nel tempo al punto tale da renderlo un punto di riferimento per Millionaire e sia per la possibilità che avrò di condividere maggiormente le mie conoscenze con chi ha necessità di consigli.

Come saprete, Millionaire è il mensile riferimento per chi vuole fare impresa. Il 27 agosto ha dato vita alla sua edizione digitale interamente realizzata ex novo con un team di neo-collaboratori entusiasti quanto preparati che si aggiunge allo storico gruppo della testata. Potete vederlo subito cliccando su www.millionaireweb.it

Troverete tantissimi consigli utili per la vostra attività esistente o nascente, come pure per la motivazione e crescita personale.

Troverete inoltre un team di oltre 20 esperti nei diversi comparti aziendali, di cui sono entrata a far parte, che risponde alle domande degli utenti. Questa sezione, detta Ask Millionaire, dove potrete inviare direttamente la vostra richiesta, è a questo link www.millionaireweb.it/askLa prima risposta è free!

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Scoprirete inoltre il mondo Millionaire con le infinite interazioni nel Social di cui Millionaire Digitale è l’ultimo nato.

Vi aspetto.

Vogliamo tornare sull’argomento reputazione?

Mi sono sorpresa leggendo questa notizia riportata da tutti i quotidiani:

Yahoo! Ha nominato la 37enne Marissa Mayer nuovo amministratore delegato, facendone la donna più giovane in posizione apicale in una società web. Ma non solo. Mayer, fino ad oggi, era uno dei massimi dirigenti di Google dove era responsabili di alcuni prodotti come Google Maps, Google Earth, Zagat e Street View, ha annunciato a Fortune di essere incinta di un maschietto la cui nascita è attesa per il 7 ottobre. 

Oltre ad una solidarietà femminile che mi porta a fare grandi congratulazioni a Marissa, non posso fare a meno di pensare a quale vantaggio reputazionale si sia aggiudicata l’azienda.

Una scelta che dovrebbe essere “normale” diventa oggi un simbolo di cambiamento.

Sono certa che se ne parlerà molto. Vi invito anche a leggere questo articolo de Il corriere informazione.

Abbiamo appena parlato della reputazione e di come sia facile commettere errori che il web impazzisce per un post pubblicato da Groupalia Italia, a cui hanno fatto seguito delle scuse poco ben accolte.marketingando

Milano, 29 maggio 2012 – Attraverso le parole del Country Manager per l’Italia, Andrea Gualtieri, Groupalia si scusa profondamente per il tweet pubblicato questa mattina in merito al terremoto.
“Sono davvero costernato per quanto accaduto e chiedo scusa alla popolazione colpita dal sisma per averla offesa. Si è trattato di un gesto irresponsabile dettato principalmente da superficialità e inesperienza.
La catastrofe che ha colpito la popolazione dell’Emilia Romagna non può e non deve ovviamente essere strumentalizzata; è una disgrazia che merita tutto il nostro rispetto.
groupalia, marketingando
Mi scuso ancora e, per esprimere vicinanza e solidarietà alle popolazioni colpite dal terremoto, l’azienda ha deciso di effettuare una donazione alla Croce Rossa Italiana, da destinare alle persone coinvolte nel sisma.
Inoltre, pubblicheremo nei prossimi giorni un deal solidale, per chiunque voglia essere di aiuto e fare una propria donazione”.

(altro…)

Perché spendere ore e ore per la creazione di contenuti web, blog, tweet, rispondere ai commenti, e scrivere recensioni? Non per la vostra salute, certo. Si fa per attirare e coltivare i clienti che acquistano il vostro prodotto o servizio. Ma alcuni passi falsi non professionali potrebbero danneggiare la reputazione online e indirizzare i clienti direttamente sul sito del vostro concorrente.

1. Avere un sito “mozzo”
Quando le piccole imprese non sviluppano business online, investono poco nella progettazione e manutenzione del sito. In genere si soffermano a creare la pagina “Chi siamo” se non peggio pagine con su “Coming Soon”, o ancora blog che consistono di due post datati 2007. Ecco il problema: anche se i clienti non fanno acquisti on-line, potete scommettere che condurre una ricerca on-line su un sito web abbandonato fa un’impressione inutilmente negativa.

2. Perdere la calma con clienti arrabbiati
Non importa quanto sia eccellente il vostro prodotto o il vostro servizio clienti, qualcuno scriverà sempre viziose recensioni online. Se vi viene fatto un reclamo valido, rispondete con calma e con una proposta risolutiva. Non fate che la rabbia abbia il sopravvento. Le persone ragionevoli sconteranno recensioni insolitamente vendicative, e clienti felici probabilmente saliranno a vostra difesa.

3. Partecipando a dibattiti antisportivi
Leader di pensiero a volte si imbattono in dibattiti vivaci, che terminano senza rancore. A volte, però, queste conversazioni prendono una piega infelice e se un argomento rimbalza su blog, Facebook o Twitter, ricordate questo: Stai combattendo in pubblico, e la vostra reputazione prende un colpo ogni volta che si colpisce sotto la cintura.

4. Esprimere opinioni controverse
Con l’interazione pesante tra i principali social network, Facebook, Twitter e LinkedIn, le persone possono facilmente confondere la linea di demarcazione tra la loro vita personale e professionale. Ed è per questo che si deve esercitare cautela quando si esprimono punti di vista potenzialmente controversi. Ad esempio, una dichiarazione politica stridente – di parte – effettuata tramite il vostro account Facebook vale la perdita di business da un contatto professionale di LinkedIn?

Bisogna sempre tener presente che ci vogliono anni per crearsi una buona reputazione e basta poco per distruggerla.

Se non li aveste letti vi allego due case history Patrizia PepeTezenis.

comunicazione e reputazione, marketingandoQualche giorno fa mi sono imbattuta in questo articolo che ho trovato molto interessante.

Punto sempre molto sul concetto di etica e professionalità, sulla reputazione aziendale e a quanto sia importante.

Ma i tempi sono sempre più critici e gli esempi che vediamo sempre più estremi.

Allora leggiamo cosa dicono in questo articolo ci sono delle sorprese secondo voi?

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