Archivio per la categoria ‘reputazione’

Dall’infografica allegata, si legge un’analisi molto significativa.

I dati social generati dal B2C hanno il potere di influenzare i venditori e gli acquirenti del B2B?

  • A quanto pare l’84% dei dirigenti B2B utilizza i social media come fonte per prendere decisioni di acquisto.
  • Il 92% degli acquirenti B2B utilizza i social media per entrare in contatto con i leader di pensiero del settore vendite.
  • Un totale di 72% di acquirenti B2B utilizza i social media per la ricerca di soluzioni.

C’è da dire che da queste prime tra voci si direbbe proprio di sì. A voi continuare la lettura dell’infografica per trovare i vostri spunti. (altro…)

Qualche giorno fa abbiamo visto che la responsabilità sociale delle aziende influenza i consumatori, Lab42 ha fatto un’indagine ed ha dichiarato che l’ 84% dei consumatori sono disposti a pagare di più per un bene o servizio di una società che sentono sia socialmente responsabile.

marketing, marketingando, reputationInfatti, la scelta di una marca socialmente consapevole si classifica nella top 5 tra i requisiti che influenzano l’acquisto dopo prezzo, qualità, servizio al cliente e varietà.

Ma quali sono le 3 caratteristiche che fanno sì che un’azienda venga percepita come socialmente responsabile?

1. L’indicatore più importante per i consumatori (70%) è che l’azienda offra prodotti di alta qualità.

2. L’atteggiamento “amichevole” verso i dipendenti e l’etica sono per il 69% la seconda caratteristica.

3. Attente all’ambiente è la terza qualità.

Secondo il 57%, le aziende negli ultimi 3 anni hanno migliorato la loro responsabilità sociale.

Quello che è importante evidenziare è che l’84% degli intervistati, pagherebbe di più prodotti e servizi di un’azienda che percepiscono socialmente responsabile.

Non resta che comunicare ai clienti l’impegno dell’azienda in questo senso per ottenere migliore reputazione e incrementare il business.

Ogni anno la Siegel+Gale conduce una ricerca sul brand più semplice del mondo. Il sondaggio si basa su 12.318 consumatori in otto paesi (Stati Uniti, Regno Unito, Germania, Svezia, Cina, India, Emirati Arabi Uniti, e Arabia Saudita) a cui viene fatta un’intervista, e in cui viene chiesto di valutare i brand sulla semplicità / complessità dei loro prodotti e prezzi, nonché la qualità delle interazioni / comunicazioni (cioè, se la società è affidabile / facile da affrontare).

(altro…)

Negli ultimi anni si sa, il processo dei compratori è cambiato, e quindi anche il nostro approccio alla vendita si deve essere evoluto. È necessario modificare la vostra strategia per incontrare il processo degli acquirenti.

Da Outbound Marketing a Inbound: Il vero segreto sta nel concentrarsi sul marketing dei contenuti.

Il punto sta nel fatto che tutta la nostra comunicazione deve essere ricca di contenuti che ne fortifichino il valore. Non possiamo avere più piattaforme però, quello che ci serve è un unica “base” su cui far convergere tutti i nostri social satellite.

Mi spiego. Se noi abbiamo un sito su cui aggiorniamo e arricchiamo di contenuti in modo costante, è bene che tutti gli altri strumenti convoglino le persone su questo sito. Banale, giusto? Bene. Quello che potrebbe stupirvi è il fatto che usando bene i social noi possiamo davvero fare la differenza.

L’uso di twitter lo abbiamo già analizzato diverse volte, quindi vi invito a rileggere i vari passi, ma se vi ricordate, partecipare alle conversazioni è fondamentale per far conoscere il vs brand e far sì che le persone arrivino a voi.

Niente di Meno 2014

Niente di Meno 2014

Un esempio: Voi scrivete un tweet e questo viene menzionato da qualcuno che vi conosce. A questo punto venite esposti ad un nuovo audience – che è quello di colui che vi ha menzionato. Tra queste persone ci potrà essere qualcuno che andrà a leggere la vostra biografia in Twitter e quindi verrà poi diretto al vs blog o sito. Essendo ricco di contenuti…potreste essere chiamati per qualche attività, o per far business insieme o per vendere qualcosa.

E’ quello che è successo a me con Millionaire – rivista di business. Sono stata monitorata sul mio blog, twitter…etc…e per il mio operato sono stata scelta per dare consigli online alle persone che necessitavano di suggerimenti per migliorare il loro business.

Sul mio blog, hanno trovato anni di articoli-centinaia di contenuti su mio approccio al marketing, le mie teorie e idee, e chi sono io come professionista. Anche qualche video di qualche apparizione televisiva sempre legata al mio lavoro. Solo dopo aver interagito con tutti i contenuti che avevo messo a disposizione on-line sono giunti a me.

Ecco, questo è un esempio di quello che oggi si chiama “vendita invisibile”. (altro…)

Ci sono persone che studiano come fare comunicazione, ci sono persone che insegnano come fare comunicazione poi…ci sono persone che sono davvero portate per farlo, una dote.

Tra queste persone una è sicuramente un orgoglio italiano: Samantha Cristoforetti.

Ho seguito le sue apparizioni in tv show e la sua comunicazione sui social.

Oltre alla profonda stima che nutro per questa donna che rappresenta il mondo femminile che lotta per perseguire il suo sogno ad altissimi livelli, e lo fa nella maniera più elegante, professionale e mai sopra le righe, trovo sia un esempio positivo per molte persone.

I risultati nella vita si ottengono con sacrificio, con forza, costanza e dedizione.

Lei ha spiegato il suo percorso in un modo così naturale da farlo sembrare FACILE…ma non lo è stato.

Quando racconta la sua esperienza è didattica e comprensibile ad ogni interlocutore. Non ha bisogno di titoli per farsi riconoscere il suo ruolo.

Vi invito a seguirla sui suoi social: Avamposto42 #Futura42 

Congratulazioni Capitano Astronauta!

(altro…)

Secondo un recente rapporto di comScore – basato sull’uso delle app nel mese di giugno 2014 da parte di utenti mobili negli Stati Uniti aventi oltre 18 anni di età – l’applicazione Facebook ha registrato 115 milioni di visitatori unici, il che lo rende di gran lunga la più popolare applicazione mobile.

YouTube, che ha avuto 83 milioni di visite uniche, si è posizionato secondo con un’affluenza di adulti statunitensi di età superiore ai18 e più anziani.

applicazioniGoogle Play è terza (72 milioni), seguita dalla ricerca di Google (70 milioni), Pandora (69 milioni), Google Maps (64 milioni), Gmail (60 milioni), Instagram (46 milioni), mappe di Apple (42 milioni), e Yahoo Stocks (42 milioni).

La maggior parte delle app mobile utilizzate appartiene a poche categorie: social networking, giochi, e radio che insieme raggiungono quasi la metà del tempo totale speso sulle applicazioni mobili nel mese di giugno.
categorie app

 

 

 

 

 

 

I possessori di Apple iPhone hanno usato le loro applicazioni per smartphone in media 9 ore in più rispetto agli utenti Android. Il proprietario di iPhone guadagna anche il 40% in più rispetto al proprietario del telefono Android ($ 85.000 contro $ 61.000). (altro…)

Recentemente abbiamo letto le nuove normative del Garante della Privacy  adesso anche Google rientra nella normativa con maggiori tutele per gli utenti che utilizzano i suoi servizi.


Il Garante della privacy ha stabilito che Google non potrà utilizzare i dati a fini di profilazione se non ne avrà prima ottenuto il consenso e dovrà dichiarare esplicitamente di svolgere questa attività a fini commerciali.


Si è conclusa con un provvedimento prescrittivo l’istruttoria avviata lo scorso anno dal Garante italiano a seguito dei cambiamenti apportati dalla società alla propria privacy policy. Si tratta del primo provvedimento in Europa che indica nel concreto le possibili misure che Google deve adottare per assicurare la conformità alla legge. La società ha infatti unificato in un unico documento le diverse regole di gestione dei dati relative alle numerosissime funzionalità offerte – dalla posta elettronica (Gmail), al social network (GooglePlus), alla gestione dei pagamenti on line (Google Wallet), alla diffusione di filmati (YouTube), alle mappe on line (Street View), all’analisi statistica (Google Analytics) – procedendo pertanto all’integrazione e interoperabilità anche dei diversi prodotti e dunque all’incrocio dei dati degli utenti relativi all’utilizzo di più servizi.

Google ha adottato una serie di misure per rendere la propria privacy policy più conforme alle norme. Il Garante ha tuttavia rilevato il permanere di diversi profili critici relativi alla inadeguata informativa agli utenti, alla mancata richiesta di consenso per finalità di profilazione, agli incerti tempi di conservazione dei dati e ha dettato una serie di regole, che si applicano all’insieme dei servizi offerti. 

Google avrà 18 mesi per adeguarsi alle prescrizioni del Garante. In quest’arco temporale, l’Autorità monitorerà l’implementazione delle misure prescritte. La società dovrà infatti sottoporre al Garante, entro il 30 settembre 2014, un protocollo di verifica, che una volta sottoscritto diverrà vincolante, sulla base del quale verranno disciplinati tempi e modalità per l’attività di controllo che l’Autorità svolgerà nei confronti di Mountain View.

Vi invito a leggere il dettaglio delle misure dalla fonte originale