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Avevamo parlato di come le aziende si stessero muovendo verso le nuove tecnologia per far fronte alle nuove esigenze di business….ed ecco una svolta.

Un’azienda su cinque ha installato servizi di messaggeria istantanea interna. Distrae meno ed è più rapida: “Meglio della posta elettronica”

Dando un po’ di numeri:
– nei cinque paesi più ricchi d’Europa vengono scambiate 3,6 miliardi di e-mail al giorno, 560 milioni solo in Italia;

– in media ogni utente utilizza 2 caselle private, oltre a quella aziendale;

– si spende circa 1 ora al giorno per leggere, rispondere, cancellare messaggi e mail spazzatura;

– tra le 31 mail, che sono quelle che un utente riceve mediamente ogni giorno e alle quali quasi sempre risponde, la metà riguarda questioni di lavoro ma il resto sono potenziali disattenzioni lavorative: da lettere di news e informazione (34%), a quelle che trattano di viaggi (20%), l’arte (18%), lo sport e la cucina (13 %).

Con la chat aziendale, il tempo perso si riduce al minimo, perché la comunicazione viene incanalata tutta lì. Non ci sono scuse per controllare le caselle di posta private o svagarsi su altri social network. Google ha attivato servizi di videochat istantanea. E sono nate community interne, veri e propri social network aziendali.

Questa una prima sintesi di quanto riportato dall’articolo di La Repubblica

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Oggi voglio parlarvi di come la comunicazione sia fondamentale anche in posti che crediamo improbabili.

Mi è capitato di vedere su Real Time un programma chiamato Cucine da incubo diretto da Gordon Ramsay.

In questo programma il celebre chef Gordon Ramsay, cerca di salvare dei ristoranti e dei pub sull’orlo del fallimento. Ogni settimana, si confronta con la sporcizia della dispensa, il disgusto dei cibi e l’arroganza degli chef.

Il giorno dell’arrivo lo chef conosce lo staff e assaggia dei piatti a sua scelta. Terminato il suo pasto giudica i piatti, e sovente non li finisce tanto sono immangiabili.

Il secondo giorno ispeziona la cucina e la dispensa.

Il terzo giorno cambia il menù e lo sperimenta e nei giorni seguenti il ristorante apre il locale presenziandovi, fino a quando non è tornato al successo. Poi se ne va, lasciando il lavoro nelle mani dei proprietari.

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Per esperienza personale ho lavorato presso aziende in cui l’etica veniva sponsorizzata attraverso corsi on-line su differenti aree (e li ho trovati anche interessanti).

reputazione marketing 3 esperienza

Negli USA tutti questi corsi trovavano applicazione, in Italia, ma mi sento di estenderlo all’Europa, non molto coerenti con la cultura del paese.

Credo in effetti che non sia facile soprattutto in tempi di crisi mantenere un codice etico e di soddisfazione dei dipendenti. Quando mancano i numeri arrivano prima le mail per il riciclaggio della carta della stampante, poi scarseggia la cancelleria….e infine si finisce con il taglio delle teste. (worse case) (altro…)