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State pensando a come finanziare un vostro progetto senza passare dalle banche?

Allora imparate come funziona il crowdfunding, che nel mondo muove un giro di affari complessivo di ca 2 miliardi di euro l’anno.

Il crowdfunding è la possibile soluzione di finanziamento – per start up (imprese ad alto tasso di innovazione tecnologica), partiti politici, progetti artistici e creativi e associazioni non profit – attraverso la raccolta tramite Internet di piccoli contributi da parte di una moltitudine di persone (il mondo della rete) per realizzare progetti di diversa natura, riconoscendo in cambio delle ricompense.

A livello legislativo l’Italia è all’avanguardia grazie alla recente legge sull’equity crowdfunding, che prevede la possibilità di elargire piccoli contributi economici ottenendo in cambio una partecipazione azionaria in nascenti aziende tecnologiche.

Stiamo parlando anche di una rivoluzione sociale, ossia il passaggio dal DIY (Do It Yourself) –  “fai da te” – al DIWO” (Do It With Others) – “fallo insieme agli altri”.

(altro…)

Ai tempi dei social media le grandi aziende si sono adeguate e ciascuna si è mossa a suo modo.logo-barilla

La Barilla ha scelto di coinvolgere il network e di renderlo partecipe in un suo progetto (come già fatto in passato con la richiesta da parte della Fan Page di Pan di Stelle su FB delle nuove merendine)…un mix tra crowdsourcing ed engagement, che sicuramente favorisce la reputazione on-line.

Ieri sera si è concluso un progetto condotto dalla Barilla che ha indetto un contest per lo sviluppo della creatività di un video in cui un sugo Barilla si racconta, mettendo in scena non solo il suo irresistibile gusto e i suoi ingredienti genuini ma anche il suo charme, la sua personalità e tutte le altre caratteristiche che lo rendono un sugo unico.

Si legge dal sito ufficiale:

“Sono stati più di 200 i video caricati, di cui 151 quelli approvati, tutti diversi tra loro per linguaggio genere e tecnica utilizzata. Complimenti a tutti i partecipanti! La selezione da parte della Giuria è stata difficilissima, per questo Barilla ha deciso di aggiungere al compenso totale di 10.000 euro, altri 2.000 euro divisi in ulteriori 4 compensi da 500 euro.”

Adesso siete curiosi di vedere quale video è stato scelto? Allora seguite questo link.

 

Sappiamo che il crowdsourcing può essere usato in tanti campi.

Abbiamo visto casi sociali come quello del @LiberiDmuoversi ed adesso leggo di altre iniziative, meno nobili, ma di matrice sociale e di aiuto nella vita quotidiana.

marketingandoWaze, la popolare applicazione per il traffico e la navigazione, che permette agli utenti di risparmiare sui prezzi del carburante.

Il punto di forza di questa funzione è che con Waze, una volta che l’utente è arrivato alla stazione di servizio, sarà nelle condizioni di aggiungere e aggiornare in tempo reale i prezzi della benzina direttamente dal proprio smartphone – e in tutta sicurezza in quanto l’operazione avviene quando l’utente è fermo al distributore – permettendo così a tutti i guidatori di ricercare i distributori più convenienti nelle proprie vicinanze o lungo il proprio percorso. 

Social Parking è la risposta definitiva alla domanda che sempre più angoscia ogni automobilista: Troverò parcheggio?

Con Social Parking, il network sociale che segnala in tempo reale i parcheggi liberi indicati dagli utenti, parcheggiare in centro sarà un gioco da ragazzi. Basta infatti lanciare l’App per visualizzare tutti i parcheggi liberi nella zona intorno a te, sapendo esattamente quando è stato segnalato il posto.

Abbiamo parlato di cloud…..un modo nuovo di lavorare….bene ora passiamo al termine crowdsourcing.crowdsourcing, marketing, esperienza, reputazione

Letteralmente: da crowd, gente comune, e outsourcing, esternalizzare una parte delle proprie attività – è un neologismo che definisce un modello di business nel quale un’azienda o un’istituzione richiede lo sviluppo di un progetto, di un servizio o di un prodotto ad un insieme distribuito di persone non già organizzate in una comunità virtuale. Questo processo avviene attraverso degli strumenti web o comunque dei portali su internet (pensiamo a wikipedia).

Inizialmente fondato sul lavoro di volontari ed appassionati, la community open source rappresenta per le aziende un nuovo modello di open enterprise, per i freelance la possibilità di offrire i propri servizi su un mercato globale.

Quando viene utilizzato? Quando un’azienda chiede alle persone comuni di produrre il manuale d’uso di un prodotto per proprio conto, condividendolo con tutti, o quando un ente pubblico cerca suggerimenti dal pubblico per risolvere un problema, emettendo dei bandi o via web.

In un articolo di P. Magrassi si dice che: “Dopo venti anni di web, è sciocco continuare a credere che le idee innovative possano o debbano provenire solo da chi lavora dentro l’azienda o dai collaboratori esterni istituzionali, come consulenti e partner. Meglio sarà approfittare dell’enorme bacino di intelligenza e competenza che risiede là fuori.

Quanto più facile oggi con i social media, il web 2.0.

Ci si fida di più di una referenza e di un’esperienza di qualcuno che ha già testato qualcosa che non da un’informazione che viene dall’alto (azienda vs cliente). Ma non solo. Ci sono persone molto competenti che davvero potrebbero insegnare a dirigenti d’azienda e per hobby scrivono, fanno recensioni o danno soluzioni a problematiche aziendali.

Per questo motivo è bene “sfruttare” le conoscenze allargate per poter raggiungere la soluzione migliore, magari invogliando le persone con premi in denaro o gare.

Si legge sempre nell’articolo sopra citato: “Gli argomenti vanno dalla genetica alle telecomunicazioni, dai metodi per la pulizia automatica delle toilette alla meccatronica nanometrica, dalle tecnologie agroalimentari all’innovazione delle agenzie bancarie. Chiunque senta di avere le competenze necessarie si sceglie il quesito al quale rispondere, ci pensa e formula una proposta. Alla scadenza prefissata, l’ente (spesso anonimo, per evidenti ragioni di concorrenza) che ha postato il quesito decide se qualcuno merita di essere premiato e quindi remunerato per la sua proposta –con premi prefissati il cui ammontare è compreso tra i 5mila e i 50mila dollari. Il broker, dal canto suo, vigila sulla regolarità del processo.

Mentre inizialmente su questi marketplace si trovavano solo richieste di innovazioni di prodotto a base fortemente tecnologica, da qualche anno sta crescendo anche il numero delle richieste di innovazioni di processo. Si può interrogare il web circa come diffondere servizi bancari in territori remoti, come integrare Twitter o LinkedIn nel software applicativo Sap, o come accrescere l’utilizzo dei trasporti pubblici a Chicago per ridurre l’inquinamento.

Beninteso, la parte difficile consiste nel trovare le domande giuste. Molte innovazioni non nascono dalla formulazione e conseguente soluzione di un problema specifico e ben definito, bensì da un’illuminazione, un’idea improvvisa che spesso può nascere per analogia osservando lo svolgimento di un processo o il funzionamento di un prodotto in un contesto del tutto diverso da quello dell’azienda.

Comunque, sui siti di brokeraggio d’innovazione gli italiani di segnalano molto più come SOLVERS (ossia individui che propongono idee solutive) che non come CHALLENGERS (ossia aziende ed enti che chiedono soluzioni).”

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