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Sappiamo le potenzialità di LinkedIn per il business, ma non è sempre facile essere al top.

Allora impariamo da coloro che hanno fatto del tool un boomerang per i loro affari.

Conosciamo bene lo strumento di LinkedIn nato come rete di contatti personali che nel tempo si è evoluta.

Oggi si registrano 200 milioni di iscritti pari al 38% in più rispetto al 2011, e linkedin, marketingando un fatturato di 972,3 milioni di dollari pari all’86% in più rispetto all’anno precedente.

E la domanda che sorge spontanea è: ma come fa a fatturare LinkedIn?

Il business si basa sui profili premium, la pubblicità, i servizi di recruiment per le imprese, e un’area delle talent solutions che è cresciuta del 90% nell’ultimo anno. Prendono piede anche nuovi servizi di marketing solutions (+ 68% rispetto al 2011) e le premium subscriptions (+79% rispetto al 2011).

Credete dunque che sia semplicemente un network di persone!?

Per avere qualche dritta su cosa si può fare con LinkedIn, rileggete i post precedenti:

LinkedIn Parte 1

LinkedIn Parte 2

LinkedIn Parte 3

Avevo già affrontato il tema di cosa induce le persone all’acquisto adesso invece ampliamo lo spettro alle tecniche di persuasione.

Nel marketing esperienziale vince l’emozione, la sintonia, l’esperienza che si fa vivere ai nostri clienti.

In questo video di Mason Zimbler vengono spiegati in modo chiaro quali siano gli step da tenere in considerazione in una trattativa. Li sintetizziamo in 6 punti:

reciprocità: siate i primi a dare se volete ricevere

scarsità/rarità: rendete il vostro prodotto/servizio unico

autorità: l’esperienza, la conoscenza sono requisiti importanti

consistenza: fate promesse che potete mantenere e chiedete azioni che siano facilmente raggiungibili

gradimento: siate in sintonia con il vostro interlocutore, siate collaborativi e, perchè no, fate loro complimenti

consenso: il giudizio o l’azione di altri aiuta a prendere la decisione

Marketingando facebookDa tempo si sta cercando di utilizzare Facebook per il business aziendale e dei risultati ci sono stati, in termini di brand awarness ed equity. Chiaramente il numero dei passaggi per arrivare alla conversione è alto.

Adesso però si chiede uno sforzo maggiore ed ecco che in futuro vedremo affiancato al tasto “like” il tasto “want“.

Poichè sappiamo che il mobile è diventato il mezzo più diffuso per gli acquisti online, è necessario facilitare il processo di acquisto. Per arrivare però a questo traguardo, Facebook ha dovuto aumentare le sue conoscenze in materia di geolocalizzazione. Ricordate l’importanza di SoLoMo?

Per il momento sono voci…ma sembrano ben fondate dal momento che a dirlo è un programmatore di Facebook.

Come reagiranno gli utenti davanti a queste ennesima novità che sfida la sfera privata?

 

In questa battaglia continua tra social network e azienda sono sempre più confusa. Di tanto in tanto si legge che i social network sono banditi e poi si scopre che vengono utilizzati in modo massiccio in alcune realtà…..come sempre la regola del buon senso la fa da padrona….o almeno si spera.b2b

Pare che la Sda Bocconi per conto di Alcatel-Lucent Enterprise abbia realizzato una ricerca per valutare le pratiche utilizzate dalle aziende italiane per soddisfare la loro clientela. Più precisamente “Customer Experience & Social Network: quali strumenti offre l’Ict per gestire le conservazioni con i clienti B2b e B2c” basata su un campione di 1080 responsabili d’azienda (manager o gregari con potere decisionale) su un periodo di riferimento di tre mesi.
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Ci stiamo interrogando su quale sia lo strumento migliore per creare business partendo dalle nostre conoscenze. Abbiamo analizzato le potenzialità di Google Plus e quelle dei social network, uno tra tutti LinkedIn

b2bMa qual è l’opinione degli studiosi in merito a questa tematica?

Vi sottopongo degli estratti presi da BHR in cui gli autori hanno impiegato anni a studiare il modo in cui le organizzazioni possono trarre profitto dai social network.

“…i dirigenti più felici e che realizzano le performance migliori hanno un tipo diverso di rete: scelta ma diversificata, formata da relazioni di alta qualità con persone che provengono da vari ambiti e da gradini diversi della scala gerarchica. 

Le reti efficaci variano di solito dalle dodici alle diciotto persone. Aiutano i manager a imparare, a prendere decisioni con meno pregiudizi e a crescere sul piano personale.” (altro…)