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Secondo IDG, circa il 79% dei responsabili IT sostiene che un elevato livello di conoscenza del prodotto aumenta la probabilità di acquisto e il 72% considera molto importante che il fornitore IT in contatto con loro sia molto informato sul prodotto ed in grado di rispondere alle domande.

Si ritorna quindi a come sia importante creare contenuti di alta qualità, social media e video per aiutare le aziende a meglio informare e influenzare i consumatori e i suoi addetti.

Per comprendere meglio la miriade di ruoli che entra in gioco nel processo di acquisto di tecnologia vi riporto un’infografica.

it-decision-makers-and-content-marketing-infographicAd esempio, all’inizio del processo di acquisto, ITDMs leggono articoli su tendenze, strategie e management; notizie di tecnologia; casi di studio; e le analisi di ricerca per determinare le loro esigenze di business.

 

 

 

Più volte ho trattato il tema dei contenuti e di come sia fondamentale avere qualità all’interno delle nostre comunicazioni. E sappiamo anche che tutto ciò costa fatica e tempo. Vi avevo anche parlato di quanto è bene comunicare sui vari network.

Quindi, sensibile a questo argomento, vi propongo la lista che ho trovato sul sito di Hubspot che sintetizzo ma che vi invito ad andare a leggere in modo approfondito.

Ricordate infine che ciascuno ha un suo metodo, un suo stile e ogni consiglio va poi adattato ad ogni singola situazione.

8 punti per migliorare la vostra qualità dei contenuti:

  1. Controllate i fatti – le informazioni che date all’esterno vanno verificate al fine di mantenere alta la vostra reputazione
  2. Includete dei dati a supporto della teoria – sempre meglio far capire intorno a cosa si fondano le vostre convinzioni. Se avete dei dati meglio condividerli. Anche in questo caso…occhio alla fonte dei vostri dati.
  3. Usate degli esempi per sostenere la vostra tesi – come per il caso sopra, fate degli esempi concreti in modo da meglio far capire come mai voi la pensate in un modo piuttosto che in un altro. Le case history sono sempre ottimi contributi.
  4. Utilizzate delle illustrazioni, dati visivi – aggiungerei anche di utilizzare delle infografiche  che sono poi facilmente condivisibili e interpretabili.
  5. Cercate pareri di esperti e leader in materia – anche in questo caso non è semplice poter dire che una fonte è più autorevole di un’altra, ma certo è che avere il parere di un esperto in una materia rende il vostro articolo più interessante e rispettoso.
  6. Abolite l’uso del gergo – in questo caso mi sento di suggerire che dipende sempre dal tipo di comunicazione e audience a cui vi rivolgete. Se avete un blog scientifico, ovviamente non potete non utilizzare termini tecnici, ma potrete sempre spiegarli in seguito. Vale comunque la regola che più siete chiari e semplici nell’esposizione e maggiori saranno i vostri lettori.
  7. Curate l’aspetto grafico ed estetico – anche l’occhio vuole la sua parte. Usare caratteri giusti, spaziature, e immagini aiuta a rendere un articolo più leggibile anche se ricco di contenuti.
  8. Fatevi aiutare da un editor e un correttore di bozze – non siamo tutti grandi scrittori, e qualche errore di battitura scappa. Allora oltre ad avere qualcuno che ci corregga le bozze, meglio anche avere qualcuno che sappia fare bene il lavoro dell’editor, che curi la parte editoriale del vostro blog.

L’era digitale ha portato tutti ad investire tempo e risorse in questo nuovo canale di comunicazione.

Ma ha anche portato stress e preoccupazione per i risultati delle campagne e delle iniziative di marketing applicate. Ecco quindi che nasce una sorta di impazienza se non vi è una risposta immediata e significativa nei social media che vengono così additati come una perdita di tempo.

Ma la vera domanda è: avete fatto tutto quello che vi è stato suggerito per un successo nei social media?

Vediamo…

1 . Il contenuto che avete condiviso era adeguato?

E’ importante farsi notare in una giungla di mail e messaggi che invadono le nostre poste. Siete quindi certi di aver condiviso un contenuto utile?…Al pubblico giusto? Qualsiasi contenuto deve contenere una sorta di valore.

Naturalmente quando si propone via tweet o fb dei biglietti gratuiti per un evento VIP il successo è garantito…

Ma stesso vale anche per gli annunci occasionali, legati ad una fiera o un nuovo servizio o prodotto che si sta lanciando.

Qualunque cosa si scrive , ha bisogno di rispondere alla domanda: Perché dovrebbe interessarti ?

2 . Il contenuto invitava al coinvolgimento?

Questo è molto importante se cercate una risposta immediata. Non abbiate paura di usare un vecchio trucco di marketing e di lanciare una domanda davvero difficile nel social, o fare una provocazione. Naturalmente, è possibile creare contenuti coinvolgenti, senza polemiche.

Peer learning è una strategia di comunicazione davvero duratura che aiuta a costruire e mantenere una comunità di social media impegnati e attivi.

3 . Vi state arrendendo prima di aver davvero iniziato?

Coinvolgere con il contenuto non è tutto quello che serve per costruire una forte comunità di social media, ci vuole anche il tempo. Siate pazienti.

Chiedetevi quante volte si può realisticamente postare, tweettare, partecipare a una discussione LinkedIn. Trovate il tempo per esso, proprio come si farebbe con qualsiasi altro incarico di marketing.

Se non si ha il tempo di farlo da soli, ci sono società di marketing con esperienza che sanno esattamente come funzionano le piattaforme social media per voi. Forniscono i temi e i contenuti, monitorano e contribuiscono alle discussioni, e misurano i risultati. Altrettanto importante, sanno come raccontare la vostra storia in modo coerente ed efficace, in modo che si costruisca la consapevolezza e credibilità nel tempo.

4 . Le metriche che vi siete posti realistiche?

Un altro motivo di rinuncia è che ci si aspetta da un tweet o un blog un immediato rendimento e vendita. Semplicemente non funziona così. Che cosa si può misurare è l’impegno. Retweet, condivisioni, discussioni LinkedIn, e forward YouTube … questi rappresentano le azioni intraprese e le azioni intraprese indicano un livello di interesse e di consapevolezza che va oltre la semplice impressions.

Quindi non perdetevi d’animo e continuate…

martketingandoHo visto questa infografica di Joe Chernov, VP Marketing di contenuti a Eloqua e mi è piaciuta.

Le dieci regole del content manager.

Le aziende non possono adottare il mantra “ognuno è editore” senza una presa di coscienza più ampia di ciò che significa utilizzare i contenuti per costruire un pubblico, e adottare alcune tecniche editoriali.

Ecco alcune linee guida:
Dite la verità. Siate persone reali, raccontate situazioni reali ed emozioni autentiche, mostrate i fatti. Per quanto possibile, il contenuto dovrebbe mostrare, non raccontare. Dovrebbe mostrare il vostro prodotto attraverso le storie dei clienti, studi di casi e narrazioni.

Utilizzate i dati. I dati danno valore ai contenuti, li contestualizzano e danno credibilità.

Citate le fonti. Date a Cesare quel che è di Cesare: Se si utilizza un infografica da un’altra società, citare la fonte e link ad esso. 

Cercate le migliori fonti.

Controllate l’ortografia. Spesso si leggono degli strafalcioni, anche solo per colpa di refusi…fate attenzione.

Offrite punti di vista opposti. Non esiste un unico punto di vista, ma molteplici prospettive. Per lo meno, non ignorate il fatto che altri punti di vista potrebbero esistere.

Siate consapevoli dell’agenda del giorno.

Scrivete. Ricordatevi che scrivere del proprio brand significa decidere anche lo spazio che si vuole dedicare al prodotto, il tipo di materiale che andrà fornito e creare il pezzo giusto nel momento giusto.

Mantenete le cose semplici. Il vostro contenuto deve decostruire il complesso per renderlo facilmente comprensibile: dite ciò che volete dire in termini umani, accessibili.  Supponete che il lettore non ne sappia nulla, ma non date per scontato che sia lettore stupido.

Pensate visivamente. Il Web è visivo. Raccontate la vostra storia tenendo in considerazione dove verrà pubblicata.

marketingandoGoogle è sempre in fermento, ma questa volta rivela una notizia sconcertante per gli amanti del SEO, che con l’avvento del nuovo algoritmo Panda e delle nuove regole impostate da Google, non hanno vita facile.

Per mantenere un alto servizio, credibilità e reputazione, Google cambia spesso le regole che permettono ai siti di accaparrarsi le prime posizioni all’interno del motore di ricerca, e questo per incentivare a una maggior qualità dei contenuti.

Forse non siete al corrente delle risorse umane che si muovono dietro la parola SEO e Black SEO, ossia gli hacker del Seo, quelli che ne fanno un uso maligno per sviare l’algoritmo.

Il responsabile del “Team Antispam”, Matt Cutts, ha recentemente rilasciato un’intervista sulle pratiche SEO dichiarando che Google punta sulla qualità intrinseca del contenuto e non su come è realizzato il codice HTML che lo contiene.

Google sta dunque lavorando affinchè anche senza SEO il contenuto emerga dando la priorità assoluta allo scrivere ottimi contenuti, accessibili, interessanti, con buoni titoli. Una ennesima affermazione del concetto “Content is King”.

Per vedere l’intervista a Matt Cutts di Google, clicca quì.

Quindi, pensate bene al vostro blog o sito, forse merita investire più tempo e soldi per produrre ottimi contenuti…..che rapide scorciatoie…

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