Donne e social media: le menti di grandi personaggi pubblici.

Pubblicato: 14/03/2013 in esperienza, social media
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In onore della festa della donna ho preso parte alla trasmissione televisiva Niente di Meno visibile sul canale 292 del DT – Emilia Romagna.

Temi molto delicati: sport, disabilità e giovani.

In studio grandi esempi di tenacia, forza e sensibilità.

Niente di Meno – Donne fortissime!A Niente di Meno è il turno delle donne e della loro forza nell’affrontare le sfide di ogni giorno. Oltre la disabilità.

Le donne italiane online hanno raggiunto i 6,7 milioni – un incremento di 11 punti in un anno. E tra di loro sono le più mature – over 50 – che salgono del 22%. Non grazie a FB poiché nel nostro Paese le utenti sono meno degli uomini bensì le mamme blogger, le donne padrone dell’e-commerce, e del network.

Nella comunicazione i temi a cui la donna viene più spesso associata sono quelli dello spettacolo e della moda, della violenza fisica e della giustizia; quasi mai viene associata alla politica, alla realizzazione professionale, all’impegno nel mondo della scienza e della cultura.

Eppure sapevate che dietro i profili di molti politici (e del Papa “Emerito”) ci sono le menti e le mani di giovani donne?

Laura Olin, classe 1985.             Raffaella De Marte, classe 1979.             Claudia Diaz-Ortiz, 1982.

Sono le social media manager, su Twitter e Facebook, rispettivamente di Barack Obama, del presidente del Parlamento Europeo Martin Schulz, di Papa Benedetto XVI. Quando Obama si riconferma politicamente viene postata la foto più ritwittata di tutti i tempi: quella dell’abbraccio con la moglie Michelle.

Laura Olin: finlandese, 27 anni, è la social media strategist del presidente Obama, il che significa che oltre a twittare a nome suo ha anche coordinato l’intera campagna elettorale sui social network. «La sera della vittoria è stata la più bella della mia vita. Non volevamo postare niente finché i risultati non fossero sicuri, ma quando è uscito l’Ohio abbiamo twittato d’impulso la foto dell’abbraccio. Non molto istituzionale, senza bandiere, senza simboli. Ma era la più emotiva, e questo sui social network paga».

Io sono d’accordo. La sensibilità femminile passa attraverso i network di tutto il mondo.

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