Chi è lo sportivo più “commerciabile” del 2012?

Pubblicato: 29/01/2013 in reputazione, social media, statistiche
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marketingandoDa un’analisi di Nielsen sullo sport nell’anno 2012 viene rilasciata una lista degli atleti più “commerciabili” dell’anno, mostrata a destra.

Per calcolare i punteggi, Nielsen ha intervistato circa 1.100 americani di età superiore ai 13 anni. I risultati si basano sulla conoscenza da parte del pubblico degli atleti e su una serie di domande relative a loro appeal e altre caratteristiche.

Tra le mamme intervistate, Michael Phelps è l’atleta più commerciabile negli Stati Uniti, con un punteggio di 497, mentre tra i padri, il premio va a Peyton Manning con un punteggio di 553.

Nielsen ha però utilizzato questa ricerca per comprendere anche altri dati legati ai dispositivi mobile, ai social e alla pubblicità.

La cosa curiosa è che quasi il 60% dei proprietari di smartphone e tablet accede a contenuti sportivi almeno una volta al giorno, mentre il 12% dei possessori di smartphone e il 10% dei possessori di tablet vi accede più di tre volte al giorno.

marketingandoTra i proprietari di più dispositivi, smartphone e computer portatili sono stati gli strumenti più usati per la verifica dei risultati sportivi (16%), seguiti da Internet-enabled tv (12%), tablet (9%), e console di gioco (7%).

Ovviamente hanno avuto grande rilievo anche i social media. Il 41% degli appassionati di sport è stato attivo su Twitter con  commenti sullo sport visto in TV, anche se lo sport rappresentava solo il 1,3% di tutta la programmazione TV.

Altri risultati chiave:

– Nel 2012 sono state programmate 60.000 ore di eventi sportivi su tv nazionale e tv via cavo, una crescita del 45% rispetto ai livelli del 2011. Va però tenuto presente che in estate si sono tenuti i Giochi Olimpici a Londra.
– La maggior parte degli eventi sportivi sono visti in diretta: il 99% degli eventi sportivi sono stati visti entro il giorno stesso della messa in onda (spettatori di età 18-49).
– Circa $ 13,3 miliardi di dollari sono stati spesi per la programmazione di eventi sportivi nel 2012, di cui il 23% di spesa sostenuta in spot televisivi nazionali.
– I telespettatori che ricordavano gli spot pubblicitari, hanno avuto un ​​10% di probabilità in più di ricordare il marchio durante i programmi sportivi che durante la programmazione non-sportiva nel 2012.

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