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Ultimamente sono alla ricerca di numeri legati al marketing B2B, e a tal proposito ho trovato una relazione basata sui dati di un sondaggio fatto a 135 professionisti di marketing, vendite e servizi business che lavorano in aziende di varie dimensioni (il 16% lavora in imprese; il 30% in aziende di medie dimensioni, il 54%, in aziende con meno di 50 dipendenti) riguardati la tecnologia del marketing.
marketingando, marketing b2bIniziamo quindi a vedere da un punto di vista di budget come come si orientano nel prossimo futuro.

Per quasi due terzi (65%) delle aziende B2B si prevede un aumento del budget legato alla tecnologia di marketing. Di questi:

  • il 46% dice che aumenterà leggermente nel prossimo futuro
  • il 19% si aspetta un aumento significativo
  • il 29% non si aspetta alcun cambiamento
  • e il 6% prevede una diminuzione.

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Chi ha un blog o scrive delle newsletter ha generalmente una sezione in cui si chiede alle persone di abbonarsi.

Bene, ma dal momento in cui la persona si iscrive, cosa succede!??!

“Congratulazioni, avete nuovi abbonati”. 

Chiaramente è l’inizio di un rapporto epistolare. Quindi prima cosa da fare è inviare una e-mail di benvenuto!

Molti siti hanno già delle formule pre-impostate per cui non è necessario farlo one to one.

Ma qual è la call to action della vostra mail!?!?

  • Aggiungere la parola vendita nell’oggetto pare faccia aumentare i tassi di apertura del 23,2%.
  • Altre parole da usare nella riga dell’oggetto sono notizie, bollettino, e video. Mentre da escludere le parole rapporto e webinar.

In merito al testo dell’e-mail, è importante scrivere qualcosa di convincente che eviti la cartella spam, soprattutto quando si cerca di generare click-through verso il sito web.

Allora, vi invito a leggere i link allegati e l’infografica fornita da EasySMPT.

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Una ricerca condotta da Retention Science svela quali promozioni Email generano maggiori profitti nelle vendite online.
Sono state analizzate oltre 100 milioni di Transazioni, 20 milioni di profili utente e 100 campagne email per definire i tipi di offerte promozionali che funzionano meglio – quando devono essere inviate e non solo.marketingando

Dal grafico risulta che l’orario migliore per gli acquisti online sia il pomeriggio mentre le giornate più favorevoli sono martedì e il venerdì.

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Sabato è il giorno meno performante della settimana seguito dalla Domenica.
SwayChic , retailer di moda femminile con sei negozi fisici situati sulla West Coast e di una solida presenza online , ha recentemente sperimentato i vantaggi di modificare la propria campagna email in base a questi dati. Dal momento che il rivenditore è passato ad inviare al martedì sera le e-mail promozionali ha visto aumentare i ricavi del 300%.

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La ricerca ha anche rivelato che la spedizione gratuita offre una conversione tra il 0,22 e 1,9 per cento, che li rende due volte più efficaci rispetto ad una riduzione di prezzo, che risulta tra il 0,1 e 0,8 per cento. Ma consideriamo che stiamo parlando degli Stati Uniti…chissà se in Europa funzioni uguale.

Anche quì una testimonianza del titolare di BikeBerry, uno dei più grandi negozi online per le biciclette e kit accessori che da quando ha fatto questo cambiamento, ha assistito ad un aumento del 200 % in conversioni, ed un aumento del 133 % della spesa dei clienti esistenti.

Sicuramente dati significativi.

Infine vediamo come si comportano le parole chiave nelle mail mandate nella Vendita al dettaglio e commercio.

marketing crmCome si può vedere dalla tabella creata da Adestra, la parola “Consegna gratuita” (+35,9%  tasso medio apertura, +81,3% tasso di click) ha avuto un buon esito nelle email dedicate alla vendita al dettaglio e all’ e-commerce.
I consumatori sono attirati da parole come “sale/sconti” (+10,7%, +26,7%) e offerte specifiche, come ad esempio “sconto del”, (+6,1%, +17,7%).

Meno fortuna invece per “save” (-4,4%, -27,4%) e inviti all’azione come “buy” (-19,3%, -59,1%) che hanno registrato un effetto negativo.
“Cheap” (-67,2%, -71,6%) e “free” (-23,7%, -34,8%) hanno avuto performance inferiori alla media. Chi lo avrebbe detto?

Anche in questo caso da evitare “sottoscrizioni” e espressioni come “questa settimana”.

Partendo dallo studio condotto da Adestra ecco il rendimento delle parole chiave relative al B2B, B2C e al retail.

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Messaggi di posta elettronica nel B2B

Le parole “alert/segnalazione” e “breaking” nelle righe di oggetto delle email nel B2B pare abbiano un buon esito.

Non male anche per la parola “news”…certo quì entriamo in un discorso più ampio di content marketing. Mi raccomando che siano davvero news…

Stesso si può dire per “update”. In questo caso è importante la profilazione corretta del cluster.

Mentre i clienti B2B sembrano essere diventati insensibili a parole come “reports”, “previsioni” e “intelligence”.

In merito alle date reagiscono allo stesso modo, ma attenti ad usare “sottoscrizione” o “abbonamento”!

Brutta sorte anche se usate espressioni come “questa settimana”…troppo chiassosa.

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Mi sono imbattuta in una ricerca condotta da Adestra, basata su un’analisi di un campione casuale di oltre 90.000 campagne e-mail, ognuna con una dimensione di almeno 5.000 abbonati, per un totale di oltre 2 miliardi di messaggi di posta elettronica. Lo scopo della ricerca era di valutare le reazioni alle diverse parole chiave utilizzate nelle e-mail.

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Lo studio illustra che i messaggi di posta elettronica che includono la parola “allarme” nell’oggetto hanno rispettivamente un tasso di apertura medio del 38,1% in più e un tasso di click in più del 61,8%.

Quelle che usano le parole chiave “consegna gratuita” (+50,7% il tasso di apertura, +135,4% il tasso di click) e “bollettino” (+15,8%, +12,7%), hanno performato molto bene nelle campagne di email marketing analizzate.

Per contro, “Report” (-23.7% di apertura medio, -54,8% il tasso di click), “imparare” (-35,5%, -60,8%), e  “libro” (-4,6%, -25,4%) hanno avuto un effetto negativo. “Newsletter” ha mostrato un effetto marginale sui tassi di apertura (+0,7%), ma ha avuto un effetto negativo sui tassi di click (-18,7%).

In merito alle parole chiave correlate alla data, “giornaliero” (+27,8%, 100,3%) e “settimanale” (+27,1%, +50,6%) hanno avuto buoni esiti, contro “mensile” (-26,6%, -37,0%) che ha avuto un effetto negativo.

Prendete nota. A breve andremo a vedere come si comporta il mercato B2B e B2C nell’email marketing. Seguiranno le stesse regole!?

 

Abbiamo analizzato che ci sono due modi per giungere ai nostri clienti via email: uno tradizionale ed uno innovativo e più attento alle esigenze del nostro cliente. (vedi post)

Adesso cerchiamo di capire in che modo possiamo utilizzare i dati ottenuti per aumentare il coinvolgimento con il nostro potenziale cliente.

  • Cross-selling. L’email marketing automatizzato utilizza i dati di vendita per identificare i prodotti più rilevanti, e quindi utilizza queste informazioni per informare ulteriori potenziali clienti. E ‘un modo efficace per ottenere ricavi dai clienti. L’identificazione e la condivisione dei prodotti sulla base delle preferenze individuali è molto più probabile per portare un cliente nuovo che l’invio di messaggi di posta elettronica che colpiscono le masse.
  • Inviare un promemoria per un prodotto. Anche se sembra controintuitivo, diventando sempre più automatizzato in realtà rende l’esperienza di shopping personalizzata. I dati transazionali consentono l’invio di promemoria su prodotti che sono già stati acquistati ma che hanno un consumo “veloce” (come cibo, integratori, creme)
  • Incoraggiare una recensione. Dopo l’acquisto di un prodotto, le aziende possono invitare i clienti e incoraggiarli a scrivere un commento sull’acquisto e sul prodotto, portandoli così sul sito. In questo modo si fidelizza il cliente, e i commenti possono creare una migliore esperienza di shopping per gli altri.
  • Coinvolgere nuovamente i clienti. I dati raccolti riescono a prevedere la possibilità di raggiungere i clienti che non hanno effettuato un acquisto in uno specifico periodo di tempo per indurli a farlo. Questo sistema è molto meno costoso da mantenere rispetto che cercarne uno nuovo: ed i clienti fedeli nel lungo termine sono più redditizi per una società dei nuovi (80-20).
  • Identificare gli eventi critici. Analizzando un po’ i dati, si possono individuare rapidamente le tendenze e i cambiamenti dei comportamenti dei clienti.

Il monitoraggio del successo delle campagne e l’utilizzo dei risultati permette di migliorare il processo identificando quali messaggi ottengono la migliore conversione e cosa potrebbe essere migliorato.

In questo modo si crea efficienza per l’azienda e il cliente.