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Chi ha un blog o scrive delle newsletter ha generalmente una sezione in cui si chiede alle persone di abbonarsi.

Bene, ma dal momento in cui la persona si iscrive, cosa succede!??!

“Congratulazioni, avete nuovi abbonati”. 

Chiaramente è l’inizio di un rapporto epistolare. Quindi prima cosa da fare è inviare una e-mail di benvenuto!

Molti siti hanno già delle formule pre-impostate per cui non è necessario farlo one to one.

Ma qual è la call to action della vostra mail!?!?

  • Aggiungere la parola vendita nell’oggetto pare faccia aumentare i tassi di apertura del 23,2%.
  • Altre parole da usare nella riga dell’oggetto sono notizie, bollettino, e video. Mentre da escludere le parole rapporto e webinar.

In merito al testo dell’e-mail, è importante scrivere qualcosa di convincente che eviti la cartella spam, soprattutto quando si cerca di generare click-through verso il sito web.

Allora, vi invito a leggere i link allegati e l’infografica fornita da EasySMPT.

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Ritorniamo a esaminare le e-mails e i contenuti che usiamo per invitare i consumatori ad agire.

Phrasee, ha esaminato le prestazioni di oltre 700 milioni di email inviate da marchi retail e e-commerce all’inizio di quest’anno, soprattutto da società con sede negli Stati Uniti e nel Regno Unito.

I ricercatori hanno isolato l’impatto di alcuni elementi specifici in linee tematiche ed esaminato come abbiano influito: tasso di apertura, click, e click-to-open. Ad ogni elemento è stato dato un punteggio, su scala da 1 a 100: maggiore è il risultato Phrasee e migliore è il risultato di quella mail nel motivare i consumatori ad agire

Azione

Le parole che indicano qualcosa di nuovo, come “l’introduzione”, tendono ad aver un buon esito, così come verbi esperienziali come “festeggiare”, le parole di azione più funzionali come “spendere” non tendono invece ad aver successo.

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Ogni volta che inviamo una mail ci domandiamo che fine farà.

Avrà raggiunto i nostri utenti? Bene pare che un recente rapporto di Return Path dimostri come più di 1 mail su 6 (17%) inviata dal marketing non raggiunga le caselle di posta dei consumatori. Tra questi l’11% va disperso e un altro 6% nelle cartelle spam / spazzatura.

La relazione si basa su un’analisi di 492 milioni di messaggi commerciali, inviati con il permesso dei consumatori di tutto il mondo, tra maggio 2013 e aprile 2014.

La percentuale di email che non arrivano nelle caselle di posta è rimasto abbastanza costante per tutto il periodo di tempo esaminato, anche durante la stagione dello shopping natalizio di fine anno, quando il volume di posta elettronica registra dei picchi.
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Abbiamo mai pensato che la mail che mandiamo possa finire nello SPAM?
Intanto per un marketer…non è sicuramente un successo, quindi cosa possiamo fare per poter evitare l’invio di spam?marketing, email marketing, spam

Partiamo dal ricordare che cosa è uno spam.
E’ l’invio di messaggi pubblicitari indesiderati (generalmente commerciali). Può essere attuato attraverso qualunque sistema di comunicazione, ma il più usato è Internet, attraverso messaggi di posta elettronica.
Per definizione lo spam viene inviato senza il permesso del destinatario ed è un comportamento ampiamente considerato inaccettabile dagli Internet Service Provider (ISP) e dalla maggior parte degli utenti di Internet. Mentre questi ultimi trovano lo spam fastidioso e con contenuti spesso offensivi, gli ISP vi si oppongono anche per i costi del traffico generato dall’invio indiscriminato. (altro…)

Una ricerca condotta da Retention Science svela quali promozioni Email generano maggiori profitti nelle vendite online.
Sono state analizzate oltre 100 milioni di Transazioni, 20 milioni di profili utente e 100 campagne email per definire i tipi di offerte promozionali che funzionano meglio – quando devono essere inviate e non solo.marketingando

Dal grafico risulta che l’orario migliore per gli acquisti online sia il pomeriggio mentre le giornate più favorevoli sono martedì e il venerdì.

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Sabato è il giorno meno performante della settimana seguito dalla Domenica.
SwayChic , retailer di moda femminile con sei negozi fisici situati sulla West Coast e di una solida presenza online , ha recentemente sperimentato i vantaggi di modificare la propria campagna email in base a questi dati. Dal momento che il rivenditore è passato ad inviare al martedì sera le e-mail promozionali ha visto aumentare i ricavi del 300%.

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La ricerca ha anche rivelato che la spedizione gratuita offre una conversione tra il 0,22 e 1,9 per cento, che li rende due volte più efficaci rispetto ad una riduzione di prezzo, che risulta tra il 0,1 e 0,8 per cento. Ma consideriamo che stiamo parlando degli Stati Uniti…chissà se in Europa funzioni uguale.

Anche quì una testimonianza del titolare di BikeBerry, uno dei più grandi negozi online per le biciclette e kit accessori che da quando ha fatto questo cambiamento, ha assistito ad un aumento del 200 % in conversioni, ed un aumento del 133 % della spesa dei clienti esistenti.

Sicuramente dati significativi.

Infine vediamo come si comportano le parole chiave nelle mail mandate nella Vendita al dettaglio e commercio.

marketing crmCome si può vedere dalla tabella creata da Adestra, la parola “Consegna gratuita” (+35,9%  tasso medio apertura, +81,3% tasso di click) ha avuto un buon esito nelle email dedicate alla vendita al dettaglio e all’ e-commerce.
I consumatori sono attirati da parole come “sale/sconti” (+10,7%, +26,7%) e offerte specifiche, come ad esempio “sconto del”, (+6,1%, +17,7%).

Meno fortuna invece per “save” (-4,4%, -27,4%) e inviti all’azione come “buy” (-19,3%, -59,1%) che hanno registrato un effetto negativo.
“Cheap” (-67,2%, -71,6%) e “free” (-23,7%, -34,8%) hanno avuto performance inferiori alla media. Chi lo avrebbe detto?

Anche in questo caso da evitare “sottoscrizioni” e espressioni come “questa settimana”.

Partendo dallo studio condotto da Adestra ecco il rendimento delle parole chiave relative al B2B, B2C e al retail.

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Messaggi di posta elettronica nel B2B

Le parole “alert/segnalazione” e “breaking” nelle righe di oggetto delle email nel B2B pare abbiano un buon esito.

Non male anche per la parola “news”…certo quì entriamo in un discorso più ampio di content marketing. Mi raccomando che siano davvero news…

Stesso si può dire per “update”. In questo caso è importante la profilazione corretta del cluster.

Mentre i clienti B2B sembrano essere diventati insensibili a parole come “reports”, “previsioni” e “intelligence”.

In merito alle date reagiscono allo stesso modo, ma attenti ad usare “sottoscrizione” o “abbonamento”!

Brutta sorte anche se usate espressioni come “questa settimana”…troppo chiassosa.

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