Come evitare di finire nello Spam.

Pubblicato: 04/04/2014 in CRM, e-commerce, esperienza, reputazione, social media
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Abbiamo mai pensato che la mail che mandiamo possa finire nello SPAM?
Intanto per un marketer…non è sicuramente un successo, quindi cosa possiamo fare per poter evitare l’invio di spam?marketing, email marketing, spam

Partiamo dal ricordare che cosa è uno spam.
E’ l’invio di messaggi pubblicitari indesiderati (generalmente commerciali). Può essere attuato attraverso qualunque sistema di comunicazione, ma il più usato è Internet, attraverso messaggi di posta elettronica.
Per definizione lo spam viene inviato senza il permesso del destinatario ed è un comportamento ampiamente considerato inaccettabile dagli Internet Service Provider (ISP) e dalla maggior parte degli utenti di Internet. Mentre questi ultimi trovano lo spam fastidioso e con contenuti spesso offensivi, gli ISP vi si oppongono anche per i costi del traffico generato dall’invio indiscriminato.

Attenzione alle parole chiave.
C’è stato un tempo in cui certe parole assegnavano automaticamente i messaggi come spam agli occhi degli ISP e abbonati. Col passare del tempo, gli spammer hanno cominciato ad adottare metodi più sofisticati, modificando il contenuto dei loro messaggi quel tanto che basta per eludere questi filtri. E’ un continuo rincorrersi tra nuove metodologie e filtri…ma sembra che gli spammer siano sempre stati un passo avanti rispetto agli aggiornamenti del database. La maggior parte degli operatori di filtro antispam si sono resi conto che un database di parole vietate, o parole spam non sarebbe sufficiente a catturare la continua evoluzione dei messaggi spam, e la nuova tecnologia ha dovuto adeguarsi.

Se siete un’organizzazione non-profit studiatevi la legge in vigore.

Ad esempio negli Stati Uniti una delle peculiarità interessanti sul no-profit email marketing è che le organizzazioni no-profit sono talvolta esenti da parti della legge CAN -SPAM. In generale, se una organizzazione no-profit invia e-mail che non contengono pubblicità commerciale o promozioni, i suoi messaggi non possono essere disciplinati dal CAN – SPAM.

Fondamentalmente bisogna comprendere che ogni grande ISP – come Yahoo, Gmail, Hotmail, ecc – decide per sé ciò che costituisce lo spam e cosa no e applica i propri algoritmi in-house per la posta in arrivo, indipendentemente dalla legge.

ISP continuano ad evolvere i loro algoritmi per ciò che costituisce spam e cosa no, ma la maggior parte di essi condivide caratteristiche simili.

Elenchiamo tre cose importanti da considerare e i piani d’azione che si possono prendere.
1 . Quando per gli utenti è spam.

Quasi tutti i principali client di posta elettronica e ISP offrono la possibilità all’utente di comunicare che un messaggio è ritenuto spazzatura. La possibilità di contrassegnare un messaggio come spam è più facile rispetto alla procedura di annullamento della sottoscrizione, e ha un impatto significativamente più negativo.
Piano d’azione: Valutare l’ipotesi di mettere la possibilità di cancellarsi dalla sottoscrizione in alto nel messaggio per evitare che clicchino su “spam” .

2 . La reputazione conta.

Quasi ogni ISP ha una “memoria” digitale, e cambiare una cattiva reputazione è molto più difficile che mantenerne una buona – e cestinare la vostra reputazione è sorprendentemente facile da fare.

Legato al discorso della reputazione, evitate di inserire nell’oggetto dell’email frasi che possono essere anche illegali o promettere cose che non manterrete.

Piano d’azione: Seguite una strategia di email marketing per evitare di inondare i vostri contatti con mail che potrebbero venire identificate come spazzatura.

3 . L’intenzione non viene considerata.

Il fatto che la vostra organizzazione e la vostra intenzione sia buona e meritevole non viene valutata dai computer e server che la identificano come spam.
Piano d’azione: L’unica regola che vale per tutte le campagne di email marketing siano esse profit e no-profit è:
Inviate email pertinenti, tempestive, mirate, e interessanti alle persone che ne hanno fatta richiesta. (vedi legge sulla Privacy)

 

 

commenti
  1. […] le caselle di posta dei consumatori. Tra questi l’11% va disperso e un altro 6% nelle cartelle spam / […]

  2. […] merito al testo dell’e-mail, è importante scrivere qualcosa di convincente che eviti la cartella spam, soprattutto quando si cerca di generare click-through verso il sito […]

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