Imparare dagli insuccessi….e gestire la propria reputazione.

Pubblicato: 10/05/2011 in esperienza, reputazione
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Amy Edmondson, docente alla Harvard Business School, ribalta il concetto d’insuccesso visto in chiave negativa. Eccoci spiegato come creare un ambiente in grado di rendere il fallimento una grande opportunità.

Molti dirigenti pensano che il fallimento sia sempre una cosa negativa (anche se di solito impartisce delle lezioni) e che imparare da esso sia abbastanza semplice.

L’autrice, che insegna alla Harvard Business School, pensa che entrambe le convinzioni siano errate.

Nella vita organizzativa, spiega, alcuni fallimenti sono inevitabili e alcuni persino positivi. Riuscire a imparare da essi non è facile: richiede strategie specifiche rispetto al contesto. Prima, però, i leader devono capire come gestire il “gioco delle colpe” e lavorare alla creazione di una cultura organizzativa in cui i dipendenti si sentano tranquilli nell’ammettere o nel riferire un fallimento.
I fallimenti possono essere di tre tipi:

  • quelli prevenibili in attività prevedibili (e che, di solito, comprendono deviazioni dalle specifiche);
  • quelli inevitabili in sistemi complessi e che possono scaturire da combinazioni particolari di bisogni, persone, problemi;
  • e quelli intelligenti, alla frontiera dove i fallimenti “buoni” sono rapidi e su piccola scala (e forniscono informazioni preziose).

Una leadership forte può costruire una cultura dell’apprendimento in cui i piccoli e grandi fallimenti vengano riportati con continuità e analizzati a fondo, e in cui si ricerchino attivamente nuove opportunità di sperimentazione. Di solito, i dirigenti si preoccupano comprensibilmente del fatto che assumere un atteggiamento “comprensivo” nei confronti del fallimento crei un ambiente di lavoro in cui “va bene tutto”. Dovrebbero invece capire che il fallimento è inevitabile nelle organizzazioni complesse di oggi.

Intervista

A questo articolo vorrei aggiungere il mio punto di vista sul concetto di reputazione che non è stato evidenziato.

Credo personalmente che anche questo sia un modo di gestire la propria reputazione verso l’interno e l’esterno. Gestire un fallimento significa mostrare una debolezza aziendale ma anche la volontà di risolverla con professionalità. Ne abbiamo parlato nel post del 22.4. e mi sento di dire che un fallimento è il punto di partenza.

Vi è capitato di gestire dei fallimenti (vostri o del team)? E vi ritrovate in quanto detto dalla professoressa?

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