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CRM, marketingando, esperienzialeAbbiamo affrontato il concetto di Customer relationship management (post) e gli Strumenti a disposizione di un’impresa CRM Oriented (post).

Ora affrontiamo le Componenti di una strategia CRM.

Le componenti strutturali di una strategia di CRM sono:

  • Analisi e gestione della relazione con i clienti: contatto con i clienti e analisi dei bisogni attraverso molteplicità di strumenti come mailing, lettere, telefonate, SMS, eccetera. Il contatto è fondamentale se si vuole mappare ogni singolo cliente per poi organizzare tutte le informazioni raccolte in un database strutturato. Queste informazioni sono preziose in quanto permettono di conoscere, e, se possibile, anticipare le esigenze del cliente.
  • Lo sviluppo di contenuti e servizi personalizzati: i dati raccolti vengono gestiti per elaborazioni statistiche utili a segmentare i clienti in specifiche scale. Una volta organizzati, è possibile procedere con l’analisi dei dati per sviluppare una comunicazione e un’offerta commerciale e personalizzata.
  • L’infrastruttura informatica: attivazione di strumenti informatici che aiutano in questo processo di gestione del cliente.

Web Analytics

CRM, marketingando, esperienzialeAbbiamo introdotto il CRM (post) ed ora proseguiamo.

Tutte le aziende possono intraprendere la strada del CRM ma devono essere consapevoli che:

  • bisogna investire prima in strategia, organizzazione e comunicazione, solo dopo nella tecnologia. La scelta del software non ha alcun effetto sulla probabilità di successo. Ciò non implica che i software siano tutti uguali, ma significa solo che nessun software porterà al successo un progetto sbagliato.
  • il CRM è adatto sia a quelle aziende che cercano un Return on investment (ROI) veloce sia a quelle che curano il processo di fidelizzazione e l’aumento del Lifetime value (LTV) dei clienti che richiede del tempo.

Strumenti a disposizione di un’impresa CRM Oriented

(altro…)

CRM, marketingando, esperienzialeIl concetto di Customer relationship management o Gestione delle Relazioni coi Clienti è legato al concetto di fidelizzazione dei clienti.

In un’impresa “Market-oriented” il mercato non è più rappresentato solo dal cliente ma dall’ambiente circostante, con il quale l’impresa deve stabilire relazioni durevoli di breve e lungo periodo, tenendo conto dei valori dell’individuo/cliente, della società e dell’ambiente. Quindi l’attenzione verso il cliente è cruciale e determinante. Per questo motivo il marketing management deve pianificare e implementare apposite strategie per gestire una risorsa così importante.

Il CRM si spinge sostanzialmente secondo quattro direzioni differenti e separate:

  1. L’acquisizione di nuovi clienti (o “clienti potenziali”)
  2. L’aumento delle relazioni con i clienti più importanti (o “clienti coltivabili”)
  3. La fidelizzazione più longeva possibile dei clienti che hanno maggiori rapporti con l’impresa (definiti “clienti primo piano”)
  4. La trasformazioni degli attuali clienti in procuratori, ossia consumatori che lodano l’azienda incoraggiando altre persone a rivolgersi alla stessa per i loro acquisti. Nei social li chiameremmo Evangelisti.
Quante volte vi è capitato di sentire durante le riunioni, i convegni e le discussioni su Linkedin: Tutti hanno bisogno di un Social Media Marketing, oppure che il Social Media Marketing è facile e può essere fatto da chiunque, anche da uno stagista o a tempo perso. Sono sicura che vi è capitato spesso, classici luoghi comuni. Bene, vi dirò cosa ne penso io.
Partiamo con il primo: Tutti hanno bisogno di un Social Media Marketing.
Allora, io non partirei con il dire si o no categorico. Ritengo che vada fatta un’analisi approfondita per valutare se:
– attraverso il social network raggiungo il target che mi interessa;
– mi aiuterà a raggiungere i miei obiettivi;
– mi potrà assicurare un ritorno dell’investimento;
– avrò il tempo e le risorse (non solo economiche) per seguire un piano di Social Media Marketing.
Questo come inizio, ed è chiaro che se non sono in grado di sostenere questi quesiti, la risposta è non mi serve o non in questo momento. (altro…)

Ci stiamo interrogando su quale sia lo strumento migliore per creare business partendo dalle nostre conoscenze. Abbiamo analizzato le potenzialità di Google Plus e quelle dei social network, uno tra tutti LinkedIn

b2bMa qual è l’opinione degli studiosi in merito a questa tematica?

Vi sottopongo degli estratti presi da BHR in cui gli autori hanno impiegato anni a studiare il modo in cui le organizzazioni possono trarre profitto dai social network.

“…i dirigenti più felici e che realizzano le performance migliori hanno un tipo diverso di rete: scelta ma diversificata, formata da relazioni di alta qualità con persone che provengono da vari ambiti e da gradini diversi della scala gerarchica. 

Le reti efficaci variano di solito dalle dodici alle diciotto persone. Aiutano i manager a imparare, a prendere decisioni con meno pregiudizi e a crescere sul piano personale.” (altro…)

Stiamo sempre molto attenti a promuovere correttamente il nostro brand, utilizzando varie tecniche, e tra queste una è sicuramente quella della condivisione, dello sharing, soprattutto nel mondo 2.0 che stiamo vivendo.

Quindi oltre ad avere un atteggiamento cordiale e disponibile, è necessario condividere contenuti pertinenti, con astuzia e fantasia senza essere sfacciatamente promozionali.

Condivido quindi i 10 suggerimenti rapidi promossi da Marketing Prof.

  1. Multichannel Distribution
    Utilizza mezzi di comunicazione multicanale e piattaforme di distribuzione, come Posterous e Tumblr, che permettono di assemblare il contenuto e inviarlo via e-mail. Una volta che il contenuto del brand è distribuito, gli utenti e gli appassionati possono facilmente condividerlo con altri.
  2. Social Bling
    Utilizza le icone social-sharing, come ShareThis, AddToAny, e AddThis, per abilitare la condivisione con un solo clic dal tuo sito, blog o altri strumenti on-line e semplificare agli utenti la condivisione immediata dei contenuti. (altro…)

Rimanendo sul tema di venerdì, vi invito a leggere questo vademecum per coloro che intendono approfondire Google+ ed utilizzarlo per lavoro, sfruttando a nostro vantaggio stream e cerchie di conoscenze per potenziare il business e la reputazione sul Web.

google plus

Sul quotidiano australiano Sydney Morning Herald David Wilson spiega le 10 strategie da utilizzare su Google plus per migliorare l’immaginerafforzare la Brand Identity sul web.

  1. Essere se stessi:
    utilizzare il nostro nome reale e la nostra foto affinchè il motore di ricerca identifichi persone reali.
  2. Fornire dati completi:
    completare il profilo in ogni suo campo, senza lasciare nulla al “mistero” compilando tutte le sezioni… gli utenti vogliono sapere, conoscere.
  3. Pensare in ottica SEO:
    utilizzare le tecniche SEO in Google +, aiuta in termini di ricerca e ritrovamento delle informazioni.
  4. Promuoversi:
    rendere il profilo pubblico ad ogni modifica, e massimizzare l’esposizione dei motori di ricerca. (altro…)