La cattiva reputazione…permane nel tempo.

Pubblicato: 26/05/2011 in esperienza, reputazione, social media
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Dopo aver parlato a lungo della Buona reputazione…ora vi faccio leggere qualche esempio di cattiva reputazione e dei danni che si porta dietro nel tempo.

Sottolineo nel tempo perchè il web memorizza tutto e a distanza di mesi, e a volte anni, gli errori possono tornare a galla o rimanere sempre in posizioni molto alte nella nostra SEO. Internet è un immenso archivio, ed i motori di ricerca mantengono indicizzate tutte le pagine che si trovano online nel mondo.

1° esempio – aziendale:

BANCHE: MUSSARI, CATTIVA REPUTAZIONE SI CONTAGIA

(ASCA) – Roma, 14 apr – Se una banca sbaglia, ”il virus” della cattiva reputazione si contagia a tutte le altre, a differenza di un’azienda industriale che puo’ trarre benefici da un errore di una rivale.

Il presidente dell’Abi Giuseppe Mussari nel corso del convegno ‘Dimensione cliente’ sottolinea come l’associazione dei banchieri sia impegnata in una ”prospettiva strategica imperniata sull’eccellenza e la trasparenza”.

”Dobbiamo far capire – ha affermato Mussari – come il lavoro delle banche sia fondamentale per l’economia ed e’ di alto livello. Basti pensare – ha rilevato – che nel 2009 ci sono stati 123mila reclami, solo lo 0,4% dei 5 miliardi di operazioni effettuate”.

Per Mussari ”non c’e’ pero’ una percezione di soddisfazione perche’ basta un singolo reclamo per far dimenticare 1 milioni di transazioni andate a buon fine”. Infatti, ”per il cliente fare un bonifico allo sportello o su internet e’ oramai normale come prendere un caffe’ ma dietro c’e’ una estrema complicazione” organizzativa…..

E che dire di quanto successo con il Rubygate….

2° esempio – personale:

Ambra Battilana e Chiara Danese, hanno entrambe 18 anni e, per una sola serata passata ad Arcore il 22 agosto scorso in compagnia del presidente del Consiglio, si sono viste associare alle cosiddette ragazze del bunga bunga. Per scrollarsi di dosso questa etichetta scomoda – e non veritiera, almeno stando alle loro testimonianze – hanno deciso di presentare alla procura di Milano una memoria su quel che avvenne quella sera; in seguito hanno poi ribadito la loro versione dei fatti davanti ai pm della Procura di Milano che indagano sull’ormai noto caso Rubygate.

Dice Ambra: “nel mio paese, Gravellona, sono ingiustamente considerata una escort. È una denigrazione sulla bocca di tutti, sono continuamente infastidita da telefonate anonime. Oggi, se digito il mio nome e cognome su Google, sono associata al bunga bunga e al processo in corso anche se, con Chiara, sono stata una sola volta ad Arcore e pensando di partecipare a una normale cena a casa del presidente del Consiglio. Ora invece vengo associata a trentadue prostitute pur essendomi comportata in modo del tutto corretto”.

Considerando quanti link e articoli hanno trattato il caso Ruby credo che sarà difficile per queste due ragazze – ammesso che sia tutto vero quanto da loro riportato – ripulire il web dei post negativi che probabilmente compariranno in futuro tra i primi posizionamenti a sottolineare la cattiva reputazione delle ragazze.

La reputazione è un capitale che le aziende e le persone impiegano tanti anni a costruirsi, ma che possono distruggere molto velocemente.

Web AnalyticsClicky

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commenti
  1. Chiara ha detto:

    Fighissima la citazione musicale!

  2. diegofrancesco ha detto:

    Un esempio può essere anche il caso di Patrizia Pepe? E’ il più recente che mi viene in mente, è passato più di un mese e digitando su Google “Patrizia Pepe” si trovano link sulla vicenda già dal primo risultato della seconda pagina (fino alla sesta e oltre…).

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