Facebook “aziendale”: messaggio giusto al giusto target.

Pubblicato: 19/04/2011 in esperienza, marketing3, reputazione, social media
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Facebook è cresciuto in maniera esponenziale negli ultimi quattro anni, raggiungendo un miliardo di utenti. Un sondaggio sostiene che il 72,5% delle imprese statunitensi considerano il social media marketing una priorità assoluta.

In Europa si sta diffondendo sempre di più e da semplice tool per ritrovare gli amici è diventato un mezzo di comunicazione di massa per le aziende che veicolano messaggi, promozioni e non solo.

Marketingando facebookMa una volta creata la pagina Facebook, come interagire in maniera efficiente ed efficace con questo mezzo di comunicazione? Da un’analisi di diversi consigli forniti da differenti esperti, vi propongo una mia sintesi:

  1. Primo: definire il target dei messaggi. Come anticipato del post del 12.4 la definizione del target è fondamentale per identificare l’audience corretto. Ricordiamoci che Facebook è fatto dagli utenti e le aziende in questo caso sono considerate “ospiti” nel tool. Quindi conviene utilizzare alcune funzioni che ci permettano di accedere ad un gruppo di persone interessate ai nostri prodotti in maniera da non risultare invadenti.
  2. Secondo: utilizzare Facebook nella maniera corretta. Le statistiche dicono che le piccole imprese spesso perdono il controllo di come vengono presentati i messaggi e questo è sbagliato. Bisogna aggiornare costantemente le pagine web, e le promozioni su Facebook per mantenere i contenuti aggiornati.
  3. Terzo: essere autentici, essere umani. Ricordiamoci che l’etica aiuta a creare una buona reputazione ed essere autentici e, se necessario ammettere i propri errori, ci rende più umani e vicini al nostro target.
  4. Quarto: investire nei contenuti. Il contenuto è fondamentale, non solo per permetterci di diffondere le informazioni. Creare un profilo e non seguirlo è deleterio, poichè gli utenti riversano in noi delle aspettative che andranno colmate al fine di non deluderli e di conseguenza lasciar loro un’esperienza negativa.
  5. Sesto: i social media sono uno sport di squadra. Oltre a fornire i contenuti, il team di prodotto, i clienti, i dipendenti, l’ufficio legale e i professionisti IT di un’azienda dovrebbero essere coinvolti dalla fase iniziale. Non è possibile delegare una singola persona a gestire un social media. Le informazioni devono essere pianificate e condivise dai vari enti aziendali come avviene solitamente in un ufficio stampa.
  6. Quinto: non essere vittime del ROI. Bisogna considerare il valore di un cliente va al di là delle transazioni di acquisto. (vedi post sul marketing esperienziale) I clienti vanno ascoltati e le idee trasformate in soluzioni. Solo allora potremmo avere dei profitti.
  7. Settimo: sperimentare. Fate i vostri esperimenti e di volta in volta modificate la strategia di comunicazione. Vi accorgerete delle opportunità che vi si creeranno e sarà anche uno strumento divertente perchè in Facebook le persone sono autentiche e rilasciano gratuitamente molte idee.

Concludo dicendo che non è sempre facile utilizzare Facebook come mezzo di comunicazione in quanto dipende dal prodotto che stiamo promuovendo. Ma i clienti si aspettano che le aziende interagiscano con loro, e la reputazione delle imprese può dipendere da come risponderemo ai commenti critici sui prodotti o servizi attraverso i social media. Quindi, se anche non avremo grossi risultati nell’immediato avremo contribuito ad avvicinare l’azienda al pubblico, a renderla più umana e avremo ascoltato suggerimenti interessanti.

Come sempre, i dati che vengono forniti da Facebook andranno poi analizzati e solo le aziende smart ne sapranno trarre benefici.

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commenti
  1. cosimo de nora ha detto:

    Io credo che la cultura imprenditoriale delle PMI della nostra Italia sia ancora genericamente poco elevata (fanno eccezione alcune importanti eccellenze nei nostri distretti industriali). La grossa carenza, secondo me, risiede soprattutto nel settore universitario e della ricerca, e quindi nella necessità di dotare i manager delle PMI di formazione e di nuove professionalità e competenze idonee a coniugare cultura d’impresa, Internet, e mercato globalizzato. Quindi se una PMI vorrà durare nel tempo dovrà, di conseguenza, dovrà adeguare le strategie di gestione e necessariamente fare i conti con un forte e integrato spirito associativo e di sistema tra cui quello di rete. ( spero di aver sintetizzato con chiarezza il concetto!)
    cosimo

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